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il caso

Gli abusi nel Catanese e l'orrore in casa a 12 anni: mamma e patrigno aguzzini, avrebbero dovuto proteggerla

Laila (nome di fantasia) è cresciuta tra carezze mai arrivate e parole che lasciano lividi invisibili

21 Maggio 2026, 00:05

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Gli abusi nel Catanese e l'orrore in casa a 12 anni: mamma e patrigno aguzzini, avrebbero dovuto proteggerla

A 12 anni una bambina dovrebbe vivere la spensieratezza della sua età, giocare, andare a scuola e soprattutto sentirsi al sicuro dentro casa. E, invece Laila (nome di fantasia) ha conosciuto la paura, le umiliazioni e i maltrattamenti tra le mura domestiche, dove chi avrebbe dovuto proteggerla si è trasformato in aguzzino e nella sua principale fonte di sofferenza.

Una vicenda di violenza familiare venuta alla luce grazie alla prontezza della scuola frequentata dalla vittima, oggi 13enne, che ha scosso profondamente la comunità di Acireale e acceso ancora una volta i riflettori sul dramma silenzioso dei minori vittime di abusi domestici. A mettere fine ai maltrattamenti sono stati gli agenti di polizia giudiziaria della questura che dopo la segnalazione dei colleghi del Commissariato di Acireale hanno arrestato la madre della bambina (una 30enne di nazionalità romena) e il patrigno (un acese di 46 anni). La vittima, infatti, è figlia di una precedente relazione. L’uomo e la donna dovranno rispondere di corruzione di minorenne, maltrattamenti e violenza sessuale aggravata.

L’inchiesta è stata aperta dalla sezione reati contro le fasce deboli della procura di Catania diretta dal procuratore aggiunto Liliana Todaro, che ha delegato le indagini alla sezione di polizia giudiziaria. Le indagini sono state avviate proprio a seguito della segnalazione da parte dell’istituto scolastico frequentato dalla minore al Commissariato di Acireale con diverse indicazioni su possibili maltrattamenti e abusi sessuali subiti dalla bambina in casa. A insospettire la comunità scolastica sono stati alcuni compiti in classe, gli strani comportamenti dell’alunna e i tanti silenzi.

A partire della prima nota del Commissariato, che ha raccolto le dichiarazioni degli insegnanti e del dirigente scolastico, la procura ha dato l’ok perché la minore venisse ascoltata, assistita da un team di specialisti e psicologi. Una verità angosciante quella ricostruita dalla vittima che è stata immediatamente allontanata da casa e trasferita in una struttura protetta di accoglienza per minori. Stessa decisione è stata adottata per i fratellini della tredicenne. Le indagini sono poi proseguite con l’attivazione delle intercettazioni nei confronti della madre e del patrigno da cui sono emersi gravi indizi sulle violenze e i maltrattamenti. È stato a quel punto che il Gip, su richiesta del procuratore Francesco Curcio, ha emesso la misura della custodia cautelare in carcere, eseguita sabato scorso dagli agenti della sezione di polizia giudiziaria e dei colleghi di Acireale. La coppia è stata rinchiusa nel carcere di piazza Lanza a Catania.

Laila ha imparano troppo presto che il silenzio può fare più rumore di un urlo. È cresciuta tra stanze che invece di proteggere feriscono, tra carezze mai arrivate e parole che lasciano lividi invisibili. Eppure, anche dentro le case segnate dalla violenza, resta accesa una speranza: quella di un abbraccio sincero, di una voce gentile, di un’infanzia restituita alla sua innocenza. Perché ogni bambino dovrebbe addormentarsi sentendosi amato, non spaventato.