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Il blitz di Palermo

I "fuorilegge" avevano l'autorizzazione di Cosa Nostra: «Ha avuto lo sta bene da tutta Palermo»

Senza il sì della mafia non si può spacciare nei mandamenti: ecco le intercettazioni da cui emerge l'assenso dei boss per il gruppo decapitato ieri da polizia e Ros

21 Maggio 2026, 13:59

14:00

I "fuorilegge" avevano l'autorizzazione di Cosa Nostra: «Ha avuto lo star bene da tutta Palermo»

«Lui ha avuto lo sta bene da tutta Palermo». I trafficanti di droga di Santa Maria di Gesù non avrebbero potuto operare senza il placet di Cosa Nostra. Le modalità di comunicazione cambiano - invece dei pizzini si usano i social - ma le vecchie regole mafiose resistono. Chi vuole fare affari illeciti nel capoluogo siciliano deve avere l’autorizzazione dei boss. Un aspetto tradizionale della criminalità organizzata che fa da contraltare all’innovativo scambio multimediale che è emerso dalle carte dell’operazione di Squadra Mobile e Ros scattata ieri all’alba.

Uno degli aiutanti a piede libero di Gabriele Pedalino, «nipote d’arte» dello storico uomo d’onore Salvatore Profeta, assicurava che il nullaosta mafioso c’era stato. La garanzia è arrivata nel corso di una chiamata intercettata dagli investigatori due anni fa. Il capopiazza, che dava ordini dal cellulare tramite il canale Signal “I fuorilegge” nonostante fosse detenuto, parlava liberamente con Antonio La Mattina.

Ad aver ottenuto la benedizione di Cosa Nostra palermitana sarebbe stato Guglielmo Rubino, personaggio già condannato per associazione mafiosa. Lo spacciatore mentre discuteva dei prezzi sulla droga spiegava a Pedalino come l’attaccante, nomignolo di Rubino, avesse ottenuto tutte le certificazioni da Cosa Nostra per poter smerciare liberamente nei vari mandamenti. «Parrì ti giuro che devi morire tu... inc.. mi ha detto l’attaccante (Rubino, ndr) che lui si è preso il pallino nelle mani che non sa mai a Dio lui ha questo, però a prezzo buono, lui ha avuto lo sta bene per fornire tutta Palermo, cioè Palermo Centro glielo deve dire al “parente”, Brancaccio glielo deve dire al “parente”, tutto Palermo ti giuro devi morire tu parrì... infatti è dannato perché non può trovare la strada giusta con il prezzo, perché parrì... Però gli dobbiamo mettere solo un punto noi altri! Cioè lo dobbiamo prendere a venticinque e lo dobbiamo dare a ventisei, a un punto parrì, parliamo, dieci in contanti, dieci quello contante, dieci Brancaccio contante, quello dieci contante e tre quattro per noi altri, e sarebbero pezzi di cinquanta mila euro (50.000 euro) ogni dieci giorni parrì minimo».

Dalle carte sono emersi anche i “centri logistici” della squadra di pusher guidata dal nipote d’arte di Cosa nostra. Il quartier generale del sodalizio è stato localizzato dagli investigatori in un cortile vicino via Oreto e in un bar della stessa strada. Ma saltuariamente i Pedalino boys si sarebbero incontrati anche in altri luoghi lontani da Santa Maria di Gesù. Un modo, forse, per allontanare i radar della Dda. Piano fallito, però, miseramente.