la polemica
Etna Marathon, la Regione spegne le polemiche: "Nomine lampo per far ripartire la macchina"
La Maratona slitta a settembre solo per la mancanza di numero legale nel Cts. Assessorato si mobilita per ripristinare l'organo direttivo, garantendo la piena operatività degli altri Parchi
La Regione Siciliana interviene per fare chiarezza e rassicurare atleti, organizzatori e cittadini sul rinvio a settembre dell’Etna Marathon, inizialmente prevista per giugno.
Con una nota dell’Assessorato al Territorio e Ambiente, il governo regionale mette fine alle polemiche sui “presunti ritardi” dell’Ente Parco dell’Etna, precisando che l’apparato amministrativo non ha responsabilità e si è già attivato per superare l’emergenza.
Secondo quanto comunicato, la situazione che ha imposto lo slittamento non è riconducibile a inefficienze burocratiche.
L’assessorato specifica che l’iter istruttorio e i tempi ordinari della procedura Vinca sono stati rispettati e si sono conclusi regolarmente lo scorso 24 aprile.
Il blocco è sopraggiunto in una fase successiva e imprevista: le dimissioni di alcuni componenti del Comitato tecnico scientifico (Cts) del Parco hanno fatto venir meno il numero legale, impedendo all’organo collegiale di esprimere i pareri consultivi previsti.
Tali pareri sono obbligatori per legge e indispensabili anche al delegato della Soprintendenza dei Beni culturali, che può rilasciare i nulla osta paesaggistici soltanto nell’ambito del Cts.
Di fronte alla paralisi dell’organo, la risposta della Regione è definita ferma e rassicurante.
Accolta la segnalazione del presidente dell’Ente Parco, l’assessore regionale al Territorio e Ambiente è intervenuto con urgenza, avviando le procedure per “l’immediato reintegro dei componenti dimissionari”, con l’obiettivo prioritario di ristabilire il quorum e riattivare rapidamente il rilascio dei permessi.
Per evitare allarmismi nel resto dell’Isola, l’assessorato sottolinea infine che il corto circuito amministrativo è un episodio isolato e circoscritto al Parco dell’Etna.
I comitati istituiti presso gli altri parchi regionali, si ribadisce, “continuano a operare regolarmente”, garantendo la piena continuità delle attività e della tutela del territorio in tutta la Sicilia.