Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
21 maggio 2026 - Aggiornato alle 08:45
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

l'indagine

Il gruppo whatsapp “Triscina horse mondo ippico”, gli appuntamenti e le scommesse

L'ippodromo abusivo di Triscina torna a correre, i carabinieri smantellano l'organizzazione con 12 indagati e cinque misure cautelari

21 Maggio 2026, 08:51

Il gruppo whatsapp “Triscina horse mondo ippico”, gli appuntamenti e le scommesse

Le corse clandestine a Triscina erano continuate nonostante nella primavera 2024 i carabinieri avevano mandato all'aria l'organizzazione che li gestiva. Come se nulla fosse accaduto su quella striscia di terra battuta, vicino al kartodromo, i cavalli sono tornati a correre e di lato c'erano gli spettatori pronti a far scommesse. Un ippodromo rimesso in piedi, tutto in modo illegale, ma, come accade per i migliori crimini, tutto alla luce del sole. E così i carabinieri sono tornati in azione, eseguendo l'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Marsala, su ordine della Procura. In totale sono 12 gli indagati, cinque di questi, gli artefici dell'organizzazione, sono stati raggiunti da misura cautelare, per uno è scattato il divieto di dimora, per gli altri quattro l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono un palermitano, due sono di Castelvetrano, altrettanti di Campobello di Mazara. A loro sono contestate le accuse di associazione a delinquere quali promotori e partecipi di corse clandestine di cavalli.

L’attività d’indagine è stata sviluppata dalla Compagnia di Castelvetrano e dal nucleo Cites del Centro Anticrimine Natura dei Carabinieri di Palermo, a partire da una segnalazione di un'associazione ambientalista presentata in Procura nel febbraio 2024, l'ultimo troncone è poi proseguito sino all'estate 2025. E come accade nei veri ippodromi c'erano anche le telecamere, ma erano quelle piazzate di nascosto dai carabinieri. Gli organizzatori sono stati spiati anche attraverso i loro cellulari. Contatti e informazioni attraverso una chat di whatsapp "Triscina horse mondo ippico" dove venivano pubblicizzate date e orari delle corse, partecipanti, le adesioni dei fantini, provenienti da tutta la Sicilia, le quote delle scommesse rispetto alla batterie che avrebbero gareggiato, e poi a fine gara anche i video per avere ricordo degli eventi tra lo sport e il crimine organizzato. Intanto i veterinari hanno scoperto in diretta come i cavalli venivano dopati. Sono emersi i maltrattamenti cui venivano sottoposti gli animali, sia nelle modalità di allevamento e allenamento che nella somministrazione di sostanze dopanti vietate che ne incrementavano le prestazioni, come appurato dalle analisi di laboratorio effettuate. L’incolumità fisica dei cavalli veniva inoltre messa a rischio anche per le modalità ed intensità delle competizioni, durante la quale, in un’occasione, un animale ha persino patito frattura ad una gamba.

Le risultanze investigative hanno consentito alla Procura di raccogliere gravi indizi di reato a carico degli indagati. In questo ippodromo tanti avevano un ruolo, da chi doveva curare la manutenzione del fondo agricolo, privato, adibito ad ippodromo, all'allestimento dei cancelli di partenza e dei box per lo stazionamento degli animali. I cinque colpiti dalla misura cautelare vengono ritenuti gli organizzatori, gli altri sette indagati sono i proprietari dei cavalli o i fantini di queste gare non autorizzate.

Quello scoperto dai carabinieri della Compagnia di Castelvetrano diretti dal capitano Giovanni Mantovani era un galoppatoio fantasma, sequestrato già a maggio 2024, ma tornato ad essere presto operativo. Allora i militari irruppero mentre erano in corso le gare abusive, i presenti dissero che stavano provando quei cavalli. Quello che i militari hanno fatto nelle settimane a seguire ha portato adesso al definitivo smantellamento dell'ippodromo, telecamere e intercettazioni hanno fatto saltare ogni copertura al malaffare che lì si nascondeva. Ma altri scenari potrebbero venir fuori. Difficile che Cosa nostra sia rimasta a far da spettatrice.