LA STORIA
Usava TikTok per assoldare "nuove reclute" fasciste: stop ai domiciliari per un 16enne di Siracusa, va in prova ai servizi sociali
Il giovane, in concorso con un 13enne non imputabile, ed altri soggetti in corso di identificazione, avrebbe fatto propaganda per la ricostituzione del partito vietata dalla Costituzione
Compirà sedici anni a luglio il siracusano che è finito nel mirino degli inquirenti perché accusato, in concorso con altri, di riorganizzazione del partito fascista, vietata dalla XII disposizione transitoria della Costituzione. Il ragazzo, che vive a Siracusa, si trovava dal mese di marzo agli arresti domiciliari, ma ieri il tribunale per i minorenni di Catania, ha disposto la messa in prova ai servizi sociali, come richiesto dal legale difensore, l'avvocato Junio Celesti.
Il sedicenne, in concorso con un tredicenne non imputabile, ed altri soggetti in corso di identificazione, avrebbe fatto propaganda per la costituzione di un gruppo on line, denominato “Nuove Reclute” che, come sostenuto dal pubblico ministero, Stefania Barbagallo, avrebbe avuto finalità antidemocratiche. La loro attività sarebbe consistita nel promuovere pubblicamente il movimento denigrando la democrazia e le sue istituzioni con espressioni del tipo “Acab – all cops are bastard” e svolgendo propaganda razzista.
Il sedicenne siracusano sarebbe stato il promotore del gruppo virtuale, creando una pagina sulla piattaforma Tiktok attraverso la quale avrebbe invitato altri ad aderire. Il ragazzo avrebbe ostentato il saluto romano e affisso in vari luoghi di Siracusa oltre una decina di volantini che invitavano a partecipare ad un gruppo Telegram in cui si invocava alla rivoluzione fascista oltre a pubblicare foto e video accompagnate da musiche nazi-fasciste per caratterizzare la vocazione ideologica.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il ragazzo, nel gennaio dello scorso anno, utilizzando un nickname, avrebbe anche fatto incursione in un gruppo social riconducibile ad un movimento fascista dove si sarebbe vantato, postando alcune foto, di avere imbrattato la sede del partito della Sinistra Italiana nel quartiere santa Lucia, di aver disegnato una croce celtica alla porta d'ingresso e di essersi poi fatta una foto, con il tredicenne, tenendo in mano il simbolo del Pd rovesciato.
Tra le accuse, c'è anche quella di avere violato la norma che vieta ogni forma di propaganda e di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa. Nella sfilza di capi d'imputazione, c'è anche il furto di una bandiera dello Sri Lanka, sottratta nottetempo da un negozio nella zona centrale di Siracusa.
Il ragazzo, che frequenta un istituto di scuola media superiore siracusano, dovrà comparire per la prima udienza del processo, fissata per il 5 giugno prossimo.