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Il viaggio

Meloni a Niscemi: «Domani due progetti sulla frana: 50 milioni per i contributi». Soldi anche per strade e demolizioni

«Capisco lo scetticismo verso lo Stato centrale, ma stiamo dimostrando che si sta lavorando», ha detto la presidente del Consiglio

21 Maggio 2026, 12:48

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La presidente Giorgia Meloni arriva a Niscemi a 120 giorni dalla frana: è la terza visita sui luoghi del disastro

Ammontano a oltre 50 milioni di euro le risorse stimate dal Governo per sostenere i contributi destinati all’emergenza e completare le demolizioni degli edifici dichiarati inagibili a Niscemi. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il vertice operativo tenutosi al Comune della cittadina siciliana.

«Al momento la stima che abbiamo per i contributi è di oltre 50 milioni di euro. Il resto verrà usato per completare le demolizioni degli edifici inagibili. Parliamo di una stima momentanea», ha dichiarato il premier, sottolineando come il quadro economico sia ancora in fase di aggiornamento. E domani per Niscemi si riunisce nuovamente il Consiglio dei Ministri.
Nel corso dell’incontro, Meloni ha posto l’attenzione anche sul tema dello smaltimento delle macerie, assicurando che verrà affrontato con criteri di sostenibilità ambientale. La presidente del Consiglio ha poi ricordato i ritardi accumulati negli anni dopo il primo evento franoso del 12 ottobre del 1997 che aveva colpito il territorio.

«Sono rimasta colpita quando ho letto che dopo la prima frana ci erano voluti sette anni per approvare un progetto di consolidamento, che poi non ha visto fatti concreti», ha affermato, riconoscendo il clima di sfiducia maturato tra i cittadini nei confronti delle istituzioni. «Capisco quindi lo scetticismo verso lo Stato centrale, ma stiamo dimostrando che si sta lavorando», ha aggiunto Meloni, evidenziando la necessità di proseguire lungo un percorso complesso per la messa in sicurezza dell’area e per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

Tra le priorità indicate dal Governo figura anche la ripartenza dei servizi essenziali, a partire dal sistema scolastico. «Abbiamo programmi specifici, penso alle scuole: si sta definendo la riapertura degli istituti», ha spiegato il premier.

Durante il vertice si è discusso inoltre della possibile riduzione della zona rossa. L’ipotesi, anticipata dal capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, sarà valutata sulla base di ulteriori verifiche tecniche. Secondo quanto emerso, entro una decina di giorni verranno effettuate nuove analisi per stabilire se e di quanto potrà essere ridotta la fascia di rispetto attualmente interdetta.

Il sindaco niscemese Massimiliano Conti ha saputo dell’arrivo della presidente Meloni subito dopo il decollo da Roma. All’incontro ha preso parte anche la prefetta Licia Donatella Messina.

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«Il governo è venuto questa mattina a confrontarsi con il Consiglio comunale e anche con il comitato dei cittadini su due programmi che intendiamo licenziare domani in Consiglio dei ministri», ha puntualizzato Giorgia Meloni. «A pochissimi mesi di distanza dal decreto che stanziava 150 milioni per occuparsi della frana di Niscemi, quei 150 milioni li mettiamo a terra», ha sottolineato. Ripercorrendo poi il cronoprogramma di quanto fatto dopo la frana del 25 gennaio: «A febbraio scorso abbiamo fatto un decreto, poi convertito in legge dal parlamento ad aprile, per stanziare questi 150 milioni che avevano l'obiettivo della messa in sicurezza del territorio, degli indennizzi, della demolizione delle case che sono inagibili; e domani portiamo in Consiglio dei ministri due diversi programmi».

Il primo da 75 milioni è «sulla messa in sicurezza del territorio e sulle opere infrastrutturali fondamentali, soprattutto viarie, e un altro per quello che riguarda tanto gli indennizzi delle famiglie che hanno perso la casa, secondo una serie di criteri, e anche tutto il tema delle demolizioni che sono necessarie». E ha concluso: «Mi pare che, rispetto a quello che abbiamo visto dopo il 1997, quando ci sono voluti sette anni per la messa in sicurezza del territorio e gli indennizzi li stavamo dando ancora nel 2025, portare in Consiglio dei ministri in quattro mesi tutto quello che tecnicamente e concretamente serve per rispondere ai cittadini sia un grande passo in avanti. Per il quale devo ringraziare, ovviamente, il sindaco, ma anche e soprattutto il commissario straordinario, il dottor Ciciliano, grazie al quale è stato fatto un lavoro molto importante», ha aggiunto Meloni.

La premier Meloni ha voluto incontrare anche l'avvocato  Francesco Rizzo che rappresenta gli sfollati e i commercianti che hanno dovuto abbassare le saracinesche a seguito della frana.