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Randazzo

Le trivelle trovano l’acqua a Murazzo Rotto

La falda è stata intercettata a 60 metri di profondità dopo mesi di stop, frane interne e persino un furto nel cantiere

21 Maggio 2026, 19:30

Le trivelle trovano l’acqua a Murazzo Rotto

Murazzo Rotto, dove si scava il nuovo pozzo idrico, l’acqua è finalmente emersa in superficie. Nella giornata di ieri, per la prima volta, le trivelle hanno intercettato la falda, segnando quella svolta attesa da tempo. Il primo getto, imponente e quindi incoraggiante, rappresenta il coronamento di un’opera fortemente voluta dalla Commissione straordinaria del Comune (Caliò-Gambadauro-Giusto) per sanare la cronica carenza idrica della frazione ed eliminare il logorante viavai delle autobotti di rifornimento.

La falda acquifera è stata intercettata a circa 80 metri di profondità, confermando le intuizioni geologiche e i dati preliminari che ne ipotizzavano la presenza nel sottosuolo. Il traguardo, tuttavia, è stato raggiunto dopo un percorso complesso e accidentato. Scavare questo pozzo ha richiesto una dura prova di resistenza tecnica. Durante le operazioni di trivellazione, infatti, le squadre sul campo hanno dovuto fare i conti con l'estrema fragilità del terreno, che ha provocato ripetuti fenomeni di frana all'interno del foro. Ogni cedimento ha imposto l’immediata sospensione degli scavi e la messa in sicurezza dello scavo, con i tecnici che sono dovuti intervenire a più riprese per cementificare e quindi rendere solide le pareti interne, prima di poter ricominciare la discesa. Difficoltà strutturali che si sono aggiunte ai vili atti di sciacallaggio registrati nel cantiere, teatro di un furto.

Quando dalla trivella è sgorgata l’acqua ovviamente è scattato l’applauso, per la soddisfazione del rup, ing. Giuseppe Parrinello.

La prima analisi visiva restituisce l’immagine di una falda capiente e ricca. Le previsioni teoriche ipotizzano una portata capace di erogare ben 12 litri al secondo, una risorsa che consentirebbe di soddisfare pienamente le esigenze della zona. Per stabilire però con certezza quanta acqua si potrà attingere al minuto sarà necessario attendere le canoniche prove di portata. Prima di effettuare i test servirà un ultimo supplemento di pazienza: gli operai dovranno infatti ricollocare le tubature definitive e calare nel sottosuolo la pompa di sollevamento. L’intervento, dal costo di 172mila euro e finanziato con i fondi per gli enti sciolti per infiltrazioni della criminalità, attende ora solo gli ultimi passaggi tecnici.

Il passo più importante però ormai è compiuto: l’acqua c’è e la siccità fa meno paura.