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Indagini

Messina Denaro, appunti e lettere svelano legame con avvocatessa Antonella Moceri

Il boss si rivolgeva alla professionista, morta nel 2015, chiamandola "Malvina"

21 Maggio 2026, 18:37

18:40

Messina Denaro, appunti e lettere svelano legame con avvocatessa Antonella Moceri

Uno stretto legame univa il boss Matteo Messina Denaro e l’avvocatessa di Campobello di Mazara Antonella Moceri, morta nel 2015. I carabinieri e la polizia oggi hanno perquisito la casa della donna e lo studio, passato al figlio (che non è indagato). Alla vicenda gli inquirenti sono arrivati anche incrociando gli scritti del capomafia che appuntava frasi come: «Pensavo fossi per sempre mia … l’incanto di un autunno ti ha portato via - a Malvina 10 novembre 2017». Così gli investigatori hanno scoperto anche uno dei nomignoli dati dal boss alla donna, Malvina appunto.
E ancora il 10 gennaio del 2016 Messina Denaro, che trascriveva anche la frase della Moceri usata dal figlio per il suo necrologio, appuntava: «c'è un limite a tutte le sofferenze, forse a un essere umano non tocca sopportare più di quanto non possa. Oltrepassato quel limite, muore da sé. Malvina tu sei stata la goccia che mi ha fatto oltrepassare il mio limite, e non ci avevo mai pensato, non ha senso ma è la realtà. Mi sono spento, sopravvivo, ma la mia vita interiore è morta, non mi importa più di nulla». Moceri e Malvina per chi indaga erano indubbiamente la stessa persona, ovvero la donna verso cui il capomafia «esternava affetto e non comune senso di gratitudine, definendosi a lei affine». L’1 maggio del 2016, poi, pochi mesi dopo la morte della donna e nella ricorrenza del suo compleanno, l’ex latitante iscriveva: «Ho sempre freddo, ma lei potrebbe averne di più. Perché dovrei cercare di stare bene? Come potrei?».

Secondo gli investigatori, la donna avrebbe avuto accesso anche a effetti personali del latitante, che conosceva dal 2001, come alcuni suoi diari sui quali avrebbe anche scritto dei pensieri. Il ritrovamento dei «libricini», scoperti a casa della sorella del capomafia Rosalia, è oggetto delle amare riflessioni di Messina Denaro che, dopo l’arresto, ne parla in una lettera alla familiare rammaricandosi di averglieli consegnati. «Erano conservati da tanti anni, - scriveva il boss dalla cella - ma alla fine ho sbagliato io a mandarli a casa per conservarli, se li lasciavo per dove erano non li avrebbero trovati tutti questi miei pensieri tra me […] pensavo che mandarli a casa erano al sicuro ed ho sbagliato, perché questi due manoscritti che erano da te, siccome erano già completati, non li tenevo con me, erano in un altro posto, ho sbagliato a togliergli da dove erano».