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L'operazione

Il codice della mafia passa per le chat: come i boss gestiscono il traffico di droga dalle celle

Indagini a Palermo: chat in carcere, linguaggio in codice e trattative per carichi di cocaina a prezzi concordati

22 Maggio 2026, 07:15

07:21

Il codice della mafia passa per le chat: come i boss gestiscono il traffico di droga dalle celle

L'operazione con 26 arresti a Palermo

A un certo punto gli investigatori palermitani all’ascolto dei trafficanti “fuorilegge” capitanati da Gabriele Pedalino sentono anche la parola “puzza”. Il fantasioso linguaggio in codice serviva a indicare, col vano tentativo di depistare in caso di intercettazioni, la droga.

Il vocabolario era molto variegato: “007”, “Bianca”, “C”, “Cuosa”, “Minuti”, “Palline”. Ma alcune volte si parlava senza freni e si diceva espressamente “cocaina”.

Per il gip che ha firmato l’ordinanza in carcere non ci sono dubbi. La facilità di decriptare dei detective poi è collegata anche al contesto ambientale dei dialoghi o delle chat captate. “Le attività tecniche” hanno più volte consentito di seguire “in presa diretta” conteggi e consegne di denaro e droga e di registrare commenti su qualità, quantità e corrispettivi.

E ancora: “Anche le attività svolte a riscontro delle conversazioni hanno condotto al ritrovamento e al sequestro di sostanze”.

Il 17 ottobre 2023 è stata registrata una chat sulla piattaforma Signal, fra Antonio La Mattina, Pedalino e Lorenzo Scarantino (quest’ultimo - annotano gli inquirenti - pure condannato per l'omicidio di Mirko Sciacchitano). Lo scambio di messaggi naturalmente avveniva tramite cellulari che i detenuti avevano a disposizione in carcere.

Scarantino, in particolare, comincia a parlare in modo criptico: “Della ‘bianca’ (cocaina, ndr) che prezzo ci fanno e questo qua ‘cento’ che prezzo ci fanno”.

Il giorno dopo gli investigatori hanno intercettato altre chat dove era in corso una trattativa per la compravendita di un ingente carico di cocaina. Scarantino, in particolare, precisava “di aver raggiunto un accordo sul prezzo, pari a 26.000 euro, e che del trasporto fino a Palermo si sarebbe occupato il fornitore”, riassume il gip. “Quello mi ha detto che per la bianca a 26 ... però fino a casa. Però dobbiamo parlare di un bel po' dimmi tu”.

Ma ci sarebbero state delle regole da rispettare per poter applicare quel tariffario con lo sconto. L’accordo stabiliva l’acquisto di almeno “quattro/cinque chili”, perché per un quantitativo inferiore il prezzo sarebbe stato maggiorato di 1.000 euro. Il trafficante infatti diceva: “Allora riguardo la ‘C’ mi ha detto che te la fa avere direttamente a casa o dove vuoi tu a 26 però se parliamo di 4-5 altrimenti per 2-3 a 27 però te la porta fino a casa”.

Le opzioni di costo però non avrebbero soddisfatto le aspettative del capo-piazza Gabriele Pedalino, che quindi ha deciso di attivare un altro canale di approvvigionamento della stessa sostanza per 25.000 euro al chilo. E infatti avvertiva il collega di spaccio: “No vita, io ho una strada mia a 25 e gli ho detto di no se è senza soldi va bene ma con i soldi non va bene”.

Da dietro le sbarre aveva anche il tempo di poter contrattare e risparmiare. E quindi alzare i guadagni sporchi.