MAFIA
Santapaola, padre e figlio morti a due mesi di distanza. L'incrocio di due destini criminali
Il boss catanese ha espresso la volontà di essere cremato come il papà Nitto
È morto Vincenzo Salvatore Santapaola, primogenito di Nitto, lo storico capo della famiglia di Cosa Nostra. Avrebbe compiuto 57 anni il 2 giugno. Da tempo era malato. Fino a qualche mese fa, infatti, era detenuto al 41bis nel carcere di Parma per associazione mafiosa e omicidio. Le sue condizioni di salute, nonostante le cure ricevute, sono peggiorate e la difesa, composta dagli avvocati Francesco e Giuseppe Strano Tagliareni, ha chiesto e ottenuto l’espiazione della pena in regime di arresti domiciliari in una struttura sanitaria. Santapaola junior è morto nella notte fra mercoledì e giovedì all’ospedale Maggiore di Parma, dove era ricoverato ormai da diverse settimane. I medici hanno constatato il decesso del boss e hanno informato le autorità competenti. La comunicazione è arrivata anche alla sorella Cosima e al fratello Francesco. Ieri mattina la notizia - diffusa sul giornale online lasicilia.it - si è diffusa anche negli uffici giudiziari di Piazza Verga e fra le forze dell’ordine.
Enzo Santapaola ha trascorso gran parte della sua vita uscendo ed entrando fuori dalle carceri. Nel 2005 rimane coinvolto in un incidente stradale in moto, che gli ha causato gravi problemi di salute. Ma nemmeno questo lo ha tenuto lontano dalla criminalità organizzata. Tentando di usare la stessa strategia camaleontica del padre Nitto, ha tentato di crearsi un apparente profilo da imprenditore. Ma per gli investigatori non ci sono dubbi: era lui il vertice, seppur fantasma, di Cosa Nostra. Enzo Santapaola - detto “u nicu” per distinguerlo dal cugino omonimo - è stato condannato infatti diverse volte per associazione mafiosa. L’assoluzione sarà vergata solo nel processo Orsa Maggiore, la madre di tutte le inchieste antimafia di Catania che è scattata nel 1993. Mentre il fratello Francesco è riuscito a rimanere fuori dai giri criminali (almeno in apparenza e da quello che emerge da fonti aperte), Enzo ha voluto mettere i piedi dentro la melma. E questo lo ha portato anche a una condanna a 30 anni, con un concordato in appello, per omicidio. E non un omicidio qualsiasi, ma un delitto eccellente. Cioè quello del cugino Angelo Santapaola, avvenuto nel 2007. La condanna per la sua appartenenza alla famiglia di Cosa Nostra, invece, è collegata all’operazione Iblis. Quell’indagine del Ros che ha svelato i grigi meccanismi fra mafia, imprenditoria e politica.
Il 2026 è l’anno del lutto per i Santapaola: padre e figlio sono morti a due mesi di distanza. Benedetto Santapaola è scomparso il 2 marzo scorso all’ospedale penitenziario San Paolo di Milano. Era al 41 bis da 33 anni. Un destino criminale che si è incrociato per ben due volte. Anche Santapaola jr ha chiesto di essere cremato come il padre.