La casa degli orrori
«La tredicenne abusata assisteva anche ai rapporti intimi di madre e patrigno»
Ecco perché la coppia è accusata di corruzione di minore. I due indagati hanno fatto scena muta all’interrogatorio di garanzia
Non c’è solo la violenza sessuale ai danni della figlia tredicenne ma anche l’accusa di corruzione di minore a carico della mamma romena e del suo convivente di Acireale che sabato sono stati arrestati dagli agenti della sezione di Polizia Giudiziaria, con la sinergia dei poliziotti del Commissariato. La seconda imputazione aggiunge orrore a quello che dovuto vivere la vittima. La ragazzina oltre a subire atti sessuali dalla madre e dal patrigno, questi due orchi la facevano assistere ai loro rapporti intimi.
Un quadro accusatorio raccapricciante che è venuto fuori dopo un’indagine durata parecchi mesi. Infatti la prima segnalazione alla polizia da parte degli insegnanti della scuola media di Acireale è arrivata l’anno scorso. Sono, quindi, partite le intercettazioni nella casa degli orrori. Quando i poliziotti della sezione Pg hanno consegnato l’informativa alla pm Flavia Cocimano, che fa parte del pool sui reati contro le fasce deboli coordinato dal procuratore aggiunto Liliana Todaro, è stata subito acclarata la necessità di sentire l’adolescente, che aveva ancora dodici anni. Acquisite le dichiarazioni, in accordo con la procura per i minorenni, è stato disposto il trasferimento della vittima e dei fratelli in una struttura protetta.
Martedì i due indagati, alla presenza del difensore, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip. Una scelta difensiva per avere i tempi necessari di leggere gli atti del fascicolo e valutare anche un eventuale ricorso al Riesame.
