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l’inchiesta

Il 'tugurio' segreto di Messina Denaro, il delitto irrisolto e i messaggi dell'avvocata Moceri

Gli scritti del boss di Castelvetrano su "Malvina" riaprono il caso dell'omicidio Passanante

22 Maggio 2026, 08:37

08:40

Il 'tugurio' segreto di Messina Denaro, il delitto irrisolto e i messaggi dell'avvocata Moceri

L'archivio del boss Matteo Messina Denaro potrebbe essere stato nascosto laddove nessuno avrebbe mai pensato di andarlo a cercare. Il "tugurio", così il capo mafia lo indicava nei suoi scritti. Per la Procura antimafia di Palermo, il "tugurio" era custodito dall'avvocata Antonella Moceri, morta improvvisamente nel 2015. Ma non solo.

Il blitz con le perquisizioni di ieri condotte a Campobello di Mazara dai Carabinieri del Ros e dal Sisco della Polizia, su ordine del gip Serio e su richieste del procuratore aggiunto Di Giorgi e dei pm De Leo, Padova e Brucoli, ha svelato che dietro i pseudonimi "Malvina" e "Selvaggia" Matteo Messina Denaro proteggeva l'identità proprio dell'avvocata Moceri. Un'altra donna dell'album personale di Messina Denaro, tra sentimenti di affetto e di passione e di sostegno alla sua trentennale latitanza. Ufficialmente lei fu suo difensore nel maxi processo Omega e in quello per il tentato omicidio del commissario Germanà. Ma dietro le quinte un'altra utile amante per la latitanza.

La Procura antimafia di Palermo ieri ha perquisito lo studio del legale, ora passato al figlio, non indagato, e nelle proprietà della loro cerchia familiare. Ma l'indagine ha clamore anche per altro: si collega anche all'omicidio avvenuto il 5 maggio 2008 di Maurizio Passanante, il marito dell'avvocata Moceri. Un delitto rimasto non risolto, indagini ora riaperte, contro ignoti. Un delitto che fece scalpore, anche per noti legami di parentela tra la Moceri e i Messina Denaro, imparentata con Antonella Cascio, moglie di Salvatore Messina Denaro. Passanante, 50 anni, era un imprenditore agricolo, mai indagato; i suoi killer furono ripresi da una telecamera, lo sorpresero vicino casa, erano a bordo di un motorino, volti coperti da caschi integrali, lo uccisero con nove colpi di pistola. Forse proprio tra le pagine degli scritti del boss si celerebbe la verità non scoperta.

In quelle pagine emerge altro. Il legame tra il boss e l'avvocata. Un necrologio ha tradito la vicinanza tra Messina Denaro e la Moceri. Quello fatto pubblicare dal figlio dell'avvocata, “Ogni persona ha un suo destino ma molto dipende anche da come si affronta la vita. Bisogna sempre essere positivi e propositivi. Vedrai che si accenderà un sorriso”. La stessa frase che i Carabinieri hanno trovato negli scritti del boss e che lo stesso a margine attribuisce a "Malvina". Impossibile, per i pm, che ci possa essere casualità. La donna morì nel novembre 2015, colpita da ictus mentre era davanti la tomba del marito; qualche mese dopo nel suo diario Messina Denaro scrive: “Malvina tu sei stata la goccia che mi ha fatto oltrepassare il mio limite, ...Mi dispiace Piccola. Il dolore mi strazia. Ti penso. A Malvina “per sempre” - domenica 10 gennaio 2016”; e poi ancora “Pensavo fossi per sempre mia … l’incanto di un autunno ti ha portato via. A Malvina 10 novembre 2017”.

Il boss sanguinario che nasconde il suo essere violento citando certa letteratura. Per i pm l'avvocata Moceri aveva la possibilità di accedere agli scritti del boss, da qui l'ipotesi che ne custodisse l'archivio. A margine di uno scritto è stato trovato un appunto che per grafia è stato a lei attribuito: “Tu sei riuscito a fare tutto ciò sopra detto ed anche di più, perché tu non sei un uomo, tu sei l’uomo. A te, Selvaggia 2013”. Durante la detenzione scrivendo alla sorella Rosalia, Messina Denaro maledice di averle dato i suoi scritti, che così furono scoperti dai Ros, “erano in un posto sicuro, nessuno lì sarebbe andato a cercarli”. Il "tugurio" per i pm era un luogo che alla Moceri era di facile accesso.

Intanto la Procura antimafia ha fatto ricorso al Riesame contro l'ordinanza del gip che ha negato l'arresto per mafia di altre due sorelle del boss, Bice e Giovanna. La prima è moglie di Gaspare Como, ancora in carcere, la seconda vedova del commercialista Rosario Allegra. Una intera famiglia per i pm da tenere in cella anche ora che il boss è morto.