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Caso Epstein

Nuove ombre su Andrea: spunta un’indagine preliminare per sospetti reati sessuali

Secondo Sky News Uk, l’ex duca di York sarebbe ora al centro di ulteriori verifiche da parte della polizia britannica dopo la denuncia di una donna. Gli investigatori cercano anche altre possibili testimoni o vittime legate alla rete di Jeffrey Epstein

22 Maggio 2026, 09:59

10:00

Nuove ombre su Andrea: spunta un’indagine preliminare per sospetti reati sessuali

L'ex principe Andrea (foto Ansa)

Si complica ulteriormente la posizione del principe Andrea nel Regno Unito. L’ex duca di York, già travolto dalle conseguenze del caso Jeffrey Epstein, sarebbe ora al centro di una nuova indagine preliminare da parte della polizia britannica, questa volta anche per sospetti reati sessuali. A riferirlo è Sky News Uk, secondo cui gli investigatori starebbero valutando la denuncia presentata da una donna e cercando eventuali ulteriori testimonianze riconducibili al giro del defunto finanziere americano, condannato per abusi su minori.

Fino a questo momento Andrea era stato collegato all’inchiesta britannica soprattutto per l’ipotesi di cattiva condotta in un ufficio pubblico. Ma il nuovo fronte investigativo, se confermato, segnerebbe un aggravamento rilevante della sua posizione, già da tempo sotto pressione mediatica e giudiziaria.

Secondo le indiscrezioni rilanciate da Sky, ancora non confermate ufficialmente, i sospetti riguarderebbero la possibilità che anni fa il terzogenito della regina Elisabetta II abbia ricevuto una giovane donna legata all’entourage di Epstein nella sua ex residenza vicina al castello di Windsor. L’ipotesi si fonderebbe sulle dichiarazioni rese dalla presunta vittima ai media, ma la polizia non avrebbe ancora raccolto direttamente la sua testimonianza e sarebbe ora impegnata a rintracciarla.

Andrea, che ha sempre respinto ogni accusa di comportamento illecito, resta al momento formalmente indagato per l’ipotesi di cattiva condotta in un ufficio pubblico. Un’accusa che si riferisce alla possibile condivisione di informazioni riservate con Epstein durante il periodo in cui il principe ricopriva l’incarico di rappresentante speciale del Regno Unito per il commercio internazionale, ruolo svolto tra il 2001 e il 2011.

Quell’incarico, secondo quanto emerso anche da un memo reso pubblico dal governo britannico su richiesta del Parlamento, gli fu affidato dall’esecutivo di Tony Blair su forte raccomandazione della stessa Elisabetta II. Un dettaglio che ha riportato al centro dell’attenzione politica anche le responsabilità istituzionali che negli anni avrebbero favorito il suo ruolo pubblico, nonostante i rapporti con Epstein fossero già oggetto di discussione.

Negli ultimi mesi Andrea ha pagato un prezzo altissimo sul piano personale e simbolico. È stato privato dei titoli reali residui, ha perso ogni funzione pubblica ed è ormai indicato con il nome di Andrew Mountbatten-Windsor. Inoltre, secondo quanto riportato dalla stampa britannica, re Carlo III lo avrebbe progressivamente allontanato dalla vita ufficiale della monarchia, relegandolo in una residenza di campagna nel Norfolk, vicino a Sandringham, ben lontano dallo status e dalla visibilità di cui godeva un tempo a Windsor.

Sul piano giudiziario, il reato di cattiva condotta in un ufficio pubblico resta potenzialmente pesante, ma viene considerato dagli esperti più difficile da dimostrare in tribunale rispetto a eventuali accuse di natura sessuale supportate da testimonianze dirette. Ed è proprio per questo che la ricerca di nuove possibili vittime o testimoni rappresenta un passaggio cruciale per gli investigatori.

La vicenda, intanto, continua a produrre effetti anche sul piano politico. Nell’ambito delle ricadute britanniche dello scandalo Epstein, lo stesso reato di cattiva condotta in un ufficio pubblico è stato contestato anche a Peter Mandelson, ex figura chiave del New Labour di Blair. La sua recente nomina politica ad ambasciatore negli Stati Uniti, poi revocata, ha finito per alimentare un caso politico che ha investito direttamente la leadership del premier Keir Starmer.