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L'intervento

Sicurezza a Palermo, il prefetto Mariani: «La città non è difficile, ma ognuno faccia la propria parte»

A margine dell’iniziativa “Palermo città della legalità” al teatro Biondo, il prefetto interviene dopo gli ultimi episodi di violenza: «Con magistratura e forze dell’ordine al lavoro per rafforzare il controllo del territorio. I giovani protagonisti dello stare insieme»

22 Maggio 2026, 12:53

13:00

prefetto

Palermo ha i suoi problemi, che vanno affrontati con serietà e senza sottovalutazioni, ma non può essere descritta come una città “difficile”. È questo il messaggio lanciato dal prefetto di Palermo, Massimo Mariani, intervenuto a margine dell’iniziativa “Palermo città della legalità”, organizzata al teatro Biondo in occasione delle manifestazioni per il 34esimo anniversario della strage di Capaci.

Rispondendo alle domande dei giornalisti sull’allarme sicurezza in città, alla luce degli ultimi fatti di violenza che hanno riacceso il dibattito pubblico, Mariani ha invitato a evitare letture semplicistiche, sottolineando al tempo stesso la necessità di un impegno condiviso tra istituzioni, famiglie e cittadini.

«Palermo ha i suoi problemi che vanno affrontati ma non è una città difficile», ha dichiarato il prefetto, rivendicando la presenza di una comunità che vuole reagire e costruire percorsi positivi, soprattutto per le nuove generazioni. Un concetto ribadito anche parlando del ruolo dei giovani: «Giornate come questa dimostrano che la città vuole valorizzare i suoi giovani, che però devono imparare a diventare protagonisti dello stare insieme».

Parole che arrivano in un momento delicato, dopo i recenti episodi di violenza che hanno alimentato preoccupazione tra i cittadini e richieste di maggiore controllo del territorio. Su questo fronte, il prefetto ha assicurato che il lavoro delle istituzioni è già in corso e punta a rafforzare gli strumenti di prevenzione e vigilanza.

«Con la magistratura e le forze dell’ordine siamo impegnati a migliorare gli strumenti per il controllo del territorio, ma ognuno deve fare il proprio ruolo», ha aggiunto Mariani, richiamando il principio della corresponsabilità sociale. Un passaggio che allarga il tema della sicurezza oltre la sola dimensione repressiva, indicando nella collaborazione tra istituzioni, scuola, famiglie e società civile una leva decisiva per contrastare degrado e violenza.

Non è un caso che il messaggio sia arrivato nell’ambito di una manifestazione dedicata alla legalità e alla memoria della strage di Capaci, uno dei momenti simbolicamente più forti per Palermo e per tutto il Paese. In questo contesto, il richiamo del prefetto assume un significato che va oltre la gestione dell’emergenza: la sicurezza, nelle sue parole, si costruisce con il presidio dello Stato, ma anche con un investimento culturale e sociale capace di coinvolgere i più giovani.

L’obiettivo, dunque, è duplice: da un lato rafforzare il controllo del territorio e la risposta ai fenomeni criminali, dall’altro promuovere una cittadinanza attiva, in cui i ragazzi possano riconoscersi in modelli di convivenza fondati sul rispetto delle regole e sulla partecipazione.

Nel pieno delle iniziative per ricordare la strage di Capaci, da Palermo arriva così un appello che tiene insieme memoria, legalità e responsabilità collettiva. Per il prefetto, la città non deve essere raccontata soltanto attraverso le sue ferite, ma anche attraverso la capacità di reagire, educare e costruire alternative alla violenza.