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Barriere architettoniche

Peba a Siracusa, l'unicorno che non si è mai visto: 40 anni di ritardi, ora si parte da asili e scuole

Quasi mezzo secolo di ritardo: dalla quotidiana esclusione di persone con disabilità alla partenza del piano su asili, scuole e circoscrizioni con audizioni pubbliche e fondi regionali

23 Maggio 2026, 07:32

Peba a Siracusa, l'unicorno che non si è mai visto: 40 anni di ritardi, ora si parte da asili e scuole

Il Peba, il Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche, a Siracusa è in ritardo di 40 anni, introdotto in Italia nel 1986 ma nella città di Archimede non è mai stato adottato. Per le persone con disabilità è un unicorno, lo si immagina, porterebbe una ventata di novità e felicità, dimostrerebbe che l'impossibile è possibile, ma nessuno l'ha mai visto davvero.

Non solo: ogni volta che se ne parla, resta confinato nel "chissà", nel "vedremo". L'assenza del Peba si traduce, giornalmente, in una serie di mortificazioni e ostacoli per migliaia di persone, da chi si muove in carrozzina a chi non ha la vista, da chi ha disabilità invalidanti a chi spinge un passeggino con dentro un bambino, a chi anziano trascina un trolley o si mantiene in equilibrio sulle stampelle, o abbia anche soltanto una caviglia slogata.

Gradini dove dovrebbero campeggiare scivoli a norma, ascensori piccoli dove una carrozzina non entrerà mai, solarium senza accessi, negozi irraggiungibili, strisce pedonali scolorite, posti auto riservati ma occupati, semafori non sonori, pedane tattili inesistenti o rare, autobus non tutti a norma.

Il catalogo dei disservizi è infinito, sfogliato quotidianamente con dolore e rassegnazione da migliaia di persone in difficoltà che l'assenza del Peba rende ancora più emarginate e inascoltate.

In questo scenario si inserisce adesso la determina a seguito della quale il Comune ha affidato l'incarico tecnico esterno per gli atti preliminari alla redazione del Peba. A disegnare i prossimi passi è il presidente della I Commissione Urbanistica Luigi Cavarra.

«La determina prevede, in questa prima fase, un intervento prioritario su asili nido di proprietà comunale, scuole di proprietà comunale e circoscrizioni, individuati dall'Amministrazione come luoghi strategici da cui avviare concretamente il percorso di abbattimento delle barriere architettoniche», sintetizza Cavarra, che aggiunge come il Peba «non possa essere considerato soltanto un adempimento tecnico o amministrativo. È uno strumento fondamentale di civiltà, programmazione urbana e inclusione sociale».

Cavarra e la I Commissione quindi, si impegnano a promuovere una serie di audizioni e momenti di confronto con tutti gli stakeholder coinvolti.

Il motivo di questa "chiamata alle armi" delle parti interessate nasce dalla considerazione che «solo attraverso l'ascolto ed il confronto con chi vive quotidianamente difficoltà legate all'accessibilità si può immaginare un piano concreto, efficace e realmente utile».

Siracusa, come altri comuni, è in assoluto ritardo sull'applicazione del Peba, ma un rimando non è più possibile, anche perché «la Regione Siciliana nel 2026 ha pubblicato bandi e finanziamenti dedicati ai Comuni per PEBA e accessibilità urbana».

La scelta di iniziare da asili nido, scuole e circoscrizioni è motivata dal fatto che «bisogna partire dai luoghi più vicini alle famiglie, ai bambini e ai servizi essenziali», spiega Cavarra, che aggiunge come «una città accessibile è una città migliore per tutti, per le persone con disabilità, per gli anziani, per le famiglie con bambini, per gli studenti e per i turisti. Eliminare le barriere architettoniche significa rendere Siracusa più moderna, inclusiva e vivibile».

Insomma, un cronoprogramma che parte dalla calendarizzazione nelle prossime settimane delle prime audizioni della Commissione Urbanistica e che proverà a ridare dignità e considerazione ad una fetta consistente di cittadini che ormai sull'idea del Peba ci avevano messo a malincuore una croce sopra, rimproverando Siracusa di essere una città affatto a misura d'uomo, o comunque soltanto di alcuni a discapito di altri.