Caltagirone
Consegna cellulari durante un colloquio
Nuovo tentativo di introdurre materiale in carcere: denunciata famiglia
Ancora un tentativo di introduzione di materiale vietato nella casa circondariale di contrada Noce, a Caltagirone, sventato grazie all'attenta sorveglianza e al pronto intervento degli agenti di polizia penitenziaria. Stavolta il tentativo è avvenuto nel corso del colloquio fra un detenuto e i suoi familiari (la moglie e i figli minorenni). Dopo che la donna è uscita dal bagno, dove aveva accompagnato uno dei piccoli, i poliziotti penitenziari addetti alla sorveglianza nella sala colloqui hanno notato qualcosa di anomalo, che li ha indotti a vederci chiaro, perquisendo il recluso e trovandogli, nei calzini, quattro microcellulari, 5 cavi Usb e un paio di cuffiette, pochi istanti prima consegnatigli dalla donna.
Sono pertanto scattate le denunce sia per quest'ultima che per il detenuto, oltre che il sequestro del materiale così rinvenuto. L'episodio segue di pochi giorni l'arresto di tre uomini - pregiudicati di Gela - indicati come i responsabili di una serie di "lanci" all'interno dell'istituto penitenziario. In particolare, uno di loro è stato avvistato mentre, scavalcata la prima recinzione, ha cominciato a fare i lanci - quattro in tutto - cercando così di eludere la vigilanza e di introdurre in carcere due mini smartphone, due caricabatterie e quattro cavetti Usb. Si è poi allontanato, in direzione di Niscemi, a bordo di un'auto con gli altri due a bordo, che lo attendeva poco distante, ma i tre sono stati inseguiti e bloccati.
Gli agenti in servizio nella casa circondariale calatina hanno, inoltre, nelle stesse ore, rinvenuto un cellulare in una cella e 30 grammi di hashish nell'intercinta carceraria. Senza dimenticare il caso, anch'esso recente, del pacco postale contenente droga intercettato prima che arrivasse a destinazione. Ancora ritrovamenti, quindi, all'interno della casa circondariale calatina, a testimonianza di come quello delle sostanze stupefacenti e dei telefoni cellulari sia un mercato fiorente nelle carceri siciliane.