A Messina
Un incubo durato 18 anni: ora condannato il marito-padrone
Violenze e minacce subite nel fidanzamento e nel matrimonio. Solo quattro anni fa il coraggio di denunciare
Un incubo lungo 18 anni da cui non riusciva a liberarsi. Una violenza cominciata durante il fidanzamento e poi proseguita anche durante un matrimonio. Picchiata, insultata, minacciata. «Ti ammazzo a bastonate». Nemmeno la presenza del figlio piccolo ha fermato l’orco, che ha continuato ad aggredirla anche psicologicamente. «Questa è casa mia e comando io, tu mangi perché i soldi li porto io». La sceneggiatura è tremendamente uguale a tante altre storie di violenza fra le mura domestiche: un marito padrone che denigra e colpisce la donna. «Parassita, zingara», sono solo alcuni delle offese ripetute nel tempo.
A un certo punto, fortunatamente, nel 2022 ha capito che doveva fare qualcosa. La donna ha guardato suo figlio sempre più terrorizzato e spaventato e ha deciso di rivolgersi alla giustizia. Il dibattimento si è chiuso con una sentenza di colpevolezza per il bruto di 49 anni. Il Tribunale di Messina ha condannato l’imputato a tre anni e tre mesi di reclusione. Inoltre è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Il 49enne dovrà anche risarcire l’ex moglie che si è costituita parte civile. Il verdetto non ha cancellato i venti anni di violenza, ma ha dato un pizzico di fiducia alla vittima nei confronti delle istituzioni. Soddisfatta l’avvocata e criminologa Vittoria Santoro che ha assistito la donna: «Mi ritengo soddisfatta non solo per la sentenza ma anche per aver potuto aiutare una donna che si era lasciata convincere di essere il nulla. Erano anni che il marito la teneva in pugno e le diceva che era incapace di entrare nel mondo del lavoro, che non sapeva occuparsi dei figli e che gli altri erano migliori di lei».