Commemorazione
Capaci, la memoria e l'impegno per la legalità con Maria Falcone sempre in prima fila. Nordio annuncia: "Reliquia del giudice sarà a Palermo"
Nel 34° anniversario della strage il ricordo sui social della premier Meloni e alcuni esponenti del governo presenti in Sicilia
Nel 34esimo anniversario della strage di Capaci, l’Italia si raccoglie nel ricordo. «Il 23 maggio 1992 l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato».
Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che aggiunge: «Anche per questo dal 2002 si celebra la Giornata Nazionale della Legalità: un momento non solo per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma per far conoscere soprattutto ai giovani l’importanza della legalità e dell’impegno civile. Perché è dalla memoria e dalle nostre scelte quotidiane che possiamo costruire un futuro libero dalla paura e dall’indifferenza».

Alle cerimonie organizzate dalla Fondazione Falcone, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato: «Voglio annunciare che l’auto su cui viaggiava Falcone il giorno della strage, questa reliquia insanguinata dove sono morti il magistrato, la moglie e la scorta, finora custodita dal ministero della Giustizia, sarà portata qui al Museo del Presente». E ha precisato: «Sono stati i familiari di Falcone a sensibilizzarci sulla necessità di portarla qui e porteremo gli studenti a vederla».
Nel parco Jung del Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è intervenuto anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli: «La cultura è civiltà, la cultura è la foto di due martiri della cosa pubblica dietro di noi. La cultura siamo noi qui. Siamo la testimonianza vivente, presidio sociale, orgoglio di quei frammenti bruciati barbaricamente, cicatrici che facciamo vedere per dire che siamo sopravvissuti. La mafia in questo momento ci sta guardando nella fermezza, nel richiamo alla bellezza come orizzonte. La mafia ci vede uniti in nome della cultura».
Il ministro Giuli ha poi visitato la mostra «Il segno della Rinascita - Gli Uffizi e le opere recuperate dalla strage dei Georgofili», inaugurata al Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In collaborazione con le Gallerie degli Uffizi sono state portate a Palermo «Adorazione del bambino», dell’olandese Gherardo delle Notti, e i due capolavori di Bartolomeo Manfredi: "I giocatori di carte» e «Concerto», opere ricostruite dopo l'attentato mafioso di via dei Georgofili a Firenze la notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, e altre due copie dei dipinti coeve di Manfredi. Una mostra straordinaria che sarà esposta al Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino fino al 19 luglio.

E ancora: «L’arte rubata non è rubata per sempre, ma viene riscattata ogni giorno dal lavoro del nucleo dei carabinieri, capace di costituire un modello di livello internazionale per il recupero delle opere».

Sotto la stele commemorativa era presente, per Anas, il dirigente Sergio Cicero. La società ha voluto rendere omaggio alle vittime modificando, per la ricorrenza, il colore delle luci notturne dell’impianto di illuminazione del ponte ad arco San Giuliano, lungo la nuova strada statale 640 nel territorio di Caltanissetta: dal consueto viola al tricolore. Un segno simbolico affinché il sacrificio delle vittime di Capaci rimanga impresso nei cuori di tutti i siciliani, non solo a Palermo ma anche nelle altre province, lungo strade e opere lontane dallo svincolo della strage.
A palazzo Jung è stata presente anche Chiara Colosimo, presidente della Commissione antimafia, che è arrivata a braccetto con Lucia Borsellino, figlia del giudice Paolo Borsellino, e di Maria Falcone. Un segno di unità e collaborazione sulle due relazioni che l’antimafia porta avanti da anni sulle due stragi.

Chiara Colosimo con Maria Falcone
"Il lavoro della Commissione è a buon punto sulla strage Borsellino - ha detto Colosimo -. Oggi sono tre anni che presiedo la Commissione antimafia e sono tre anni che mi occupo dei 57 giorni che dividono la strage di Capaci da quella di via D'Amelio. È stato un lavoro importante sia per i tempi che per tutto quello che ne è uscito - ha continuato la presidente dell’antimafia - Alcuni passaggi sono stati dolorosi e decisamente sgradevoli. Ma il fatto che i figli del giudice Paolo Borsellino sostengano il lavoro della Commissione antimafia è per me uno sprone maggiore per chiudere il prima possibile la relazione su questa strage".