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23 maggio 2026 - Aggiornato alle 17:18
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Strage di Capaci

Il corteo delle associazioni per il 34° anniversario è partito, Di Matteo in testa: "Verità e giustizia"

Dalla piazza davanti al palazzo di giustizia all'albero Falcone: il corteo delle associazioni e cittadini per un'antimafia sociale che reclama verità. Il magistrato palermitano: "Ho sentito il bisogno di farvi un saluto"

23 Maggio 2026, 15:44

17:18

Il corteo delle associazioni per il 34° anniversario è partito: Di Matteo in testa: "Fuori la mafia dallo Stato"

È partito dalla piazza che si trova davanti al palazzo di giustizia di Palermo il corteo, organizzato da associazioni e movimenti, con centinaia di persone in occasione del 34esimo anniversario della strage di Capaci. Il corteo, composto tra gli altri, da Cgil, Agende Rosse, Pd, centro studi Paolo e Rita Borsellino, dall'associazione Our Voice, e dai giovani democratici, sfilerà per le vie di Palermo diretto all'albero Falcone. In testa al corteo il pm della direzione nazionale antimafia Nino Di Matteo:  "Ho sentito il bisogno di venire a farvi un saluto, questo bisogno lo avverto come magistrato e come cittadino in un giorno che sta diventando una parata istituzionale anche di sepolcri imbiancati che fingono di commemorare Falcone. In un contesto sempre più triste manifestazioni come questa rappresentano la speranza e la voglia di verità e di giustizia. Siete l’emblema del popolo che rifiuta le ricostruzioni minimaliste delle stragi".

Tra gli slogan: "Dell'Utri e Cuffaro noi non li vogliamo" e "Fuori la mafia dallo Stato".

"Non vogliamo costruire solo un corteo, ma un percorso che attivi tante e tanti, per le strade della nostra città, che faccia sentire la voce di una Palermo che non può più essere ostaggio delle verità occultate, del clientelismo mafioso e del degrado sociale", hanno scritto in una nota gli organizzatori del corteo, lanciando la mobilitazione.

"Il 23 maggio non è giornata di passerelle - hanno continuato - Per noi resta momento di lotta, in cui prendersi cure delle ferite del cratere di Capaci che si tramandano di generazione in generazione.

Crediamo in un’antimafia intersezionale e sociale, che muove i passi dalle denunce di Peppino Impastato, dalla lotta contro la guerra di Pio La Torre, dalla ribellione al patriarcato mafioso di Lia Pipitone, dagli insegnamenti lungo le strade delle periferie di Palermo di Padre Pino Puglisi".