emergenza idrica
Il carcere resta all’asciutto, l’acqua portata dalle autobotti
Il Dipartimento di Protezione civile della Regione ha attivato il Nucleo di Protezione civile del Nogra che sta approvvigionando la casa circondariale di Caltagirone
È emergenza idrica nella casa circondariale Noce. Il Dipartimento di Protezione civile della Regione Siciliana ha attivato il Nucleo di Protezione civile del Nogra che, già da qualche giorno, sta approvvigionando la struttura penitenziaria.
Le forniture idriche, più precisamente, hanno avuto inizio già dallo scorso 21 maggio, motivo per cui si potrebbero registrare pesanti ripercussioni da parte della popolazione carceraria che, allo stato attuale, si attesta tra 400-450 persone. Ciò in considerazione del fatto che potrebbero sollevarsi eventuali proteste da parte dei reclusi.
Anche l’autobotte in dotazione alla polizia penitenziaria si reca nel serbatoio comunale S. Agostino per effettuare i carichi di acqua. All’interno del carcere di Caltagirone ci sarebbe anche qualche pozzo ma, evidentemente, non sarebbe sufficiente a soddisfare i fabbisogni giornalieri, anche perché, oltre le persone recluse, ci sono anche gli agenti di polizia penitenziaria e il personale amministrativo che opera all’interno che devono fare uso del prezioso liquido. Anche per la giornata di oggi proseguiranno gli approvvigionamenti. Le guardie del Nogra, contestualmente, stanno andando incontro a qualche difficoltà di natura logistica, per via del fatto che il serbatoio comunale, che è la principale fonte di prelievo, dispone solo di un punto di carico d’acqua potabile. Ogni autobotte, che trasporta 4mila 600 litri di acqua, effettua in media 4-5 prelievi giornalieri.