il caso
Randazzo, morosità e opere abusive da più di 15 anni: ordinanze di sgombero dell’area artigianale
Linea dura della Commissione straordinaria del Comune di Randazzo nei confronti degli operatori di contrada Sant’Elia che dovranno liberare i relativi lotti
Linea dura nei confronti degli operatori della zona artigianale in contrada Sant’Elia morosi o che hanno costruito, nell’area del capannone, infrastrutture abusive.
Costoro, infatti, dovranno lasciare gli opifici perché il Comune ne ha ordinato lo sgombero ed il ripristino dello stato dei luoghi.
I controlli approfonditi condotti dagli uffici comunali hanno, infatti, portato alla luce uno scenario di forte irregolarità. Leggendo gli atti si evince che molti degli operatori coinvolti hanno continuato a utilizzare i padiglioni pur non avendo titolo. Lo stesso Tribunale di Bronte, pronunciando dei provvedimenti giudiziari addirittura nel 2009, ne ha determinato “la decadenza della concessione”.
Di fatto, come si legge nelle ordinanze, l’utilizzo di queste aree pubbliche si era trasformato in un’occupazione del tutto abusiva.
Oltre al problema delle morosità e delle concessioni non in regola, il Comune ha riscontrato pesanti violazioni edilizie all’interno e all’esterno di diversi lotti, dove sono stati scoperti numerosi manufatti realizzati in modo completamente abusivo, senza alcuna autorizzazione o verifica tecnica.
Le irregolarità strutturali riguardano principalmente la costruzione di tettoie metalliche, strutture prefabbricate e veri e propri ampliamenti di volume che secondo gli uffici hanno modificato l’assetto originario dei padiglioni.
Per queste ragioni, le ordinanze del Comune non si limitano a imporre il rilascio degli immobili, ma obbligano gli artigiani a demolire le opere abusive e a rimettere a posto l’area.
I destinatari dei provvedimenti avranno a disposizione 30 giorni di tempo dalla notifica degli atti per lasciare i capannoni liberi da persone e cose. Chi ha, invece, realizzato infrastrutture senza permessi ha 90 giorni di tempo per abbatterle a proprie spese riportando i capannoni alla conformazione originale.
Se non verranno rispettate le scadenze, il Comune procederà d’ufficio allo sgombero forzato e alle demolizioni, addebitando tutti i costi e le spese di custodia ai responsabili degli abusi.
Ma fra 30 giorni la Commissione straordinaria avrà concluso il suo mandato. Sarà questo, di conseguenza, uno dei primi problemi che dovrà affrontare il sindaco che domani sera risulterà eletto.
Copia di tutti i documenti è stata inviata alla Procura della Repubblica e al Genio civile per accertare eventuali responsabilità penali.
Nel frattempo, gli uffici hanno anche avviato le procedure legali per recuperare le indennità di occupazione mai versate negli anni e richiedere il risarcimento dei danni subiti dall’Ente.