Il rogo doloso
Fiamme al lido Esagono: caccia a chi ha appiccato il fuoco. Gli autori passati da un varco sulla scogliera
Danni contenuti al solarium. Gli investigatori hanno sentito il titolare che ha assicurato di non aver ricevuto minacce o altre pressioni. La pista del racket è aperta
Sono entrati probabilmente da una zona della Scogliera, in via Antonello da Messina, senza barriere. Poi hanno gettato del liquido infiammabile, probabilmente benzina, sulle tavole di legno accatastate accanto al solarium e hanno appiccato il rogo. Potrebbe essere questa la ricostruzione di come hanno agito gli incendiari all’interno del lido Esagono. Erano le due di notte quando è stato lanciato l’allarme: alcuni passanti si sono accorti delle fiamme alte che in pochi secondi si sono propagate. I vigili del fuoco sono intervenuti con diversi mezzi: sono servite alcune ore per spegnere tutto. Ma i pompieri sono riusciti a evitare che bruciasse anche la terrazza sottostante. I carabinieri della Stazione di Aci Castello e della Compagnia di Acireale, una volta appurata la matrice dolosa del rogo, hanno avviato le indagini. E l’ombra del racket è una pista aperta. Anche se non è l’unica. Ma non ci sarebbero stati segnali e minacce in questa direzione. Il titolare, già al lavoro per aprire in tempo per la stagione estiva, è stato ascoltato dagli investigatori.
«Una ferita per la comunità», dice il segretario provinciale del Pd, Giuseppe Pappalardo, che ha chiesto ad Anthony Barbagallo di sollecitare la Commissione parlamentare Antimafia «a seguire con attenzione quanto accaduto».
