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la storia

Il mare negato adesso da due cancelli: ordinanza ignorata e passaggio storico ancora sbarrato

Il caso di Poggio Arena oltre alle aule del Tar arriva anche in Procura, domani saranno presentati due esposti ma il sindaco annuncia l'intervento del Comune

24 Maggio 2026, 08:34

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Il mare negato adesso da due cancelli: ordinanza ignorata e passaggio storico ancora sbarrato

E ora i cancelli chiusi a Poggio Arena sono due. Quello sbarrato un anno fa che ha precluso l’accesso pedonale al mare attraverso la strada storica e quello che immette nel percorso alternativo allestito dall’imprenditore svizzero dopo l’ordinanza del Tar. Punto e daccapo. Non si fanno passi avanti.

Anzi la storia del mare negato si complica. Sul cancello del percorso alternativo – quello che lo stesso sindaco dopo un sopralluogo ha definito impraticabile e pericoloso – c’è da ieri pomeriggio una rete e un cartello che indica la proprietà privata della strada, la sua pericolosità e chi passa lo fa a proprio rischio. Dal Palazzo di città venerdì è stato diffuso il testo di un’ordinanza dirigenziale con cui si ordinava all’imprenditore svizzero di consentire il passaggio dalla strada storica perché quella alternativa non era sicura. La notifica è avvenuta di pomeriggio.

Ma i componenti del comitato di Poggio Arena non hanno cantato vittoria di fronte a quel provvedimento del Comune.

«Ci aspettavamo qualcosa di più e di meglio a tutela di quello che consideriamo un diritto negato», è stato il commento a caldo della presidente del comitato di Poggio Arena Sara Vella. Il presentimento venerdì sera che quel cancello non si sarebbe aperto nonostante l’ordinanza dirigenziale è diventato realtà ieri. Un sabato trascorso al presidio sotto il sole con il cancello chiuso ed in più la strada alternativa sbarrata dal nuovo cartellone. Quando intorno alle 14 è arrivato a Poggio Arena il sindaco con i vigili urbani, da parte di alcuni dei residenti si è sollevata la voce di protesta. Di Stefano ha verificato che il cancello era chiuso, quanto scritto nel provvedimento dirigenziale non è stato eseguito, ha parlato con l’imprenditore svizzero che gli ha detto che non vuole aprire, poi ha dialogato con i residenti ed è andato via.

È stato contestato. I residenti ormai sono convinti che non avranno aiuto dal Comune e che questa storia la potranno chiudere solo la Procura di Gela e il Tar. Dal sindaco avrebbero voluto un’ordinanza di suo pugno, quella fatta con il carattere di urgenza, che avrebbe portato all’immediata apertura del passaggio pedonale storico. Lunedì saranno depositati in Procura due nuovi esposti, uno dei residenti, l’altro di Miguel Donegani che attacca il sindaco chiedendogli se «la contentezza va garantita ai cittadini o riservata solo alle istituzioni o a qualche privato».

Il sindaco, accusato di scarsa autorevolezza nel fare applicare la legge, ha annunciato che  gli atti della mancata esecuzione dell'ordinanza dirigenziale saranno trasmessi in Procura, e che interverrà il Comune a darne esecuzione aprendo il cancello, se  entro lunedi  sarà ancora chiuso. I residenti sono scettici. Aspettano i fatti. Non vogliono più sentire promesse e parole.