Chiaramonte Gulfi
Prima la festa, poi il furto sacrilego: rubate ostie benedette e la reliquia di Santa Rita
Festeggiamenti in onore della Santa rovinati nel Comune ragusano, appello del sindaco per recuperare il bottino
Prima la festa di Santa Rita, poi il furto sacrilego: rubato il tabernacolo con le ostie consacrate, la reliquia della santa e un calice. Oggetti di scarso valore economico, ma dal peso profondamente simbolico e religioso, che rappresentano per i fedeli un riferimento identitario irrinunciabile.
Il furto è avvenuto nella tarda serata di venerdì, subito dopo la festa di santa Rita. Qualche ora più tardi la telefonata al parroco di movimenti sospetti, l’arrivo dei fedeli e subito dopo quelli dei carabinieri, la denuncia presentata e l’avvio delle indagini affidate ai militari della Compagnia di Vittoria, che stanno visionando le telecamere e acquisendo elementi utili per dare loro un volto e un nome ai ladri sacrileghi.
Profondo il dispiacere anche del parroco, don Giovanni Piccione, che ha raccontato i primi momenti successivi alla scoperta: «Non ci spieghiamo un gesto simile. Durante i festeggiamenti non avevamo notato nulla di anomalo. Sono stato avvertito da alcuni residenti che avevano notato movimenti sospetti attorno alla chiesa in serata». I primi rilievi hanno evidenziato un tentativo di effrazione al portone centrale, ma il tentativo di intrufolarsi non è andato a buon fine. Così hanno trovato una finestra, l’hanno sfondata e da qui sono entrati nel luogo di culto.
Un furto che ha lasciato l’amaro in bocca tra i residenti della frazione. «Ridateci almeno le ostie e la reliquia di Santa Rita. Non sono oggetti che si possono vendere né hanno valore commerciale, ma rappresentano un simbolo di fede» è l’appello lanciato dal sindaco Mario Cutello. Parole che riflettono lo sconcerto di un’intera comunità, colpita non solo da un furto, ma da un gesto sacrilego.