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Strage di Capaci

Il giorno dopo il 23 maggio l'albero Falcone rinasce con nuovi disegni, foto e messaggi di bambini

L'albero, all'ingresso del palazzo in cui abitava il giudice ucciso dalla mafia, è diventato un monumento nazionale di speranza e memoria dentro il quale da 33 anni scorre nuova linfa

24 Maggio 2026, 17:05

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Il giorno dopo il 23 maggio l'albero Falcone rinasce con nuovi disegni, foto e messaggi di bambini

E’ stato «rivestito» con nuovi messaggi, disegni colorati, fotografie l’albero Falcone che da 33 anni è diventato monumento nazionale della speranza e del ricordo nel nome di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo ma anche di Paolo Borsellino e dei cinque poliziotti della sua scorta uccisi in via D’Amelio.

Dopo la 33esima commemorazione della strage di Capaci è stato riempito di disegni di bambini delle scuole palermitane, di messaggi di persone che vengono da diversi Paesi.

«Cari Giovanni e Paolo sono Giulia, ho 13 anni e vengo dalla Toscana. Abbiamo parlato di voi a scuola e due miei compagni Leonardo e Gennaro hanno scritto a Maria Falcone, tua sorella e quando ci ha risposto eravamo emozionati...».

Serena, 15 anni, scrive: «Grazie per aver donato la vita per questa lotta, per essere stato d’esempio per milioni di ragazzi come noi...».

Il tronco del Ficus macrophilla, che si alza per cinque piani proprio davanti al portone del palazzo in via Emanuele Notarbartolo 23 a Palermo dove abitavano Falcone e la moglie, non viene scalfito dalle polemiche, dai fischi, dalle contestazioni che accompagnano l’anniversario della strage. Il tronco è diventato una lapide in perenne evoluzione, mai uguale, dove ogni giorno alcuni di quei pensieri scritti su foglietti, cartoncini, pezzi di stoffa, appesi da chi vuole lasciare un segno di ripudio della mafia e della criminalità, cascano e sono spazzati via dal vento come le larghe foglie dell’albero o si scoloriscono e si accartocciano colpiti dalla pioggia. Poi rinascono, portati ogni giorno degli anni che passano, da nuovi bambini e anche da quelli che ora, oltre trent’anni dopo, sono diventati adulti.

Almeno otto generazioni di scolari delle elementari di tutta Italia sono stati accompagnati all’albero Falcone dai loro insegnanti dal 1992 quando il tritolo spezzò l’autostrada Mazara del Vallo-Palermo a Capaci. Sul tronco davanti la garitta che ospitava gli uomini delle forze dell’ordine che proteggevano il giudice a casa ci sono anche lettere scritte in tedesco, in spagnolo, in inglese.

«Crediamo nello stesso sogno e continuiamo a camminare al vostro fianco ora e per sempre...» è scritto in un altro messaggio anonimo firmato col disegno di un fiore.