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Palermo, la riqualificazione e la partnership tra pubblico e privato: dubbi sul futuro del centro sociale San Saverio

L' avviso per l'hub socioculturale nell'ex reclusorio e l'idea di un centro in memoria di Rosa Balistreri

25 Maggio 2026, 06:45

06:50

Palermo, la riqualificazione e la partnership tra pubblico e privato: dubbi sul futuro del centro sociale San Saverio

Nel quartiere Albergheria cresce il confronto attorno al futuro del Centro sociale San Saverio, realtà attiva da circa quarant’anni nei locali dell’ex Reclusorio Femminile di Ballarò. Le realtà del terzo settore riunite sotto la sigla “Sos Ballarò” chiedono chiarimenti dopo la pubblicazione, da parte dell’Opera Pia Istituto Santa Lucia, di un avviso esplorativo per la rigenerazione dell’immobile che scadrà il 27 maggio.

L’avviso dell’Ipab prevede la realizzazione di un “Hub socioculturale Ballarò” attraverso un partenariato pubblico-privato finalizzato al recupero della struttura, dichiarata in stato di vetustà e inagibilità. Il progetto indica tra gli obiettivi inclusione sociale, servizi educativi e attività culturali, insieme a iniziative economiche considerate funzionali alla sostenibilità della gestione, come ostello sociale, coworking, caffetteria e laboratori artigianali.

Le associazioni che operano all’interno del centro chiedono che il percorso venga condiviso con il territorio. «Qui ci sono il doposcuola, il centro anziani più antico della città, la sede di Sbaratto, il mercato del riuso», spiegano da Sos Ballarò. «Questo luogo ha accolto l’attore e regista Franco Scaldati, le prime associazioni antimafia, esperienze di mutualismo e solidarietà che hanno segnato Palermo. Oggi ci chiediamo: cosa c’è davvero in progetto per questo spazio? Perché un avviso esplorativo senza una condivisione preventiva con il territorio?».

Le richieste di chiarimento sono aumentate dopo la visita del 9 maggio organizzata dall’Opera Pia insieme alla Fondazione Made in Sicily, dal titolo “Dai bisogni ai sogni”, alla presenza del sindaco di Palermo Roberto Lagalla, del sindaco di Licata Angelo Balsamo e dell’assessore regionale Nuccia Albano, titolare della delega a Famiglia, Politiche sociali e Lavoro.

Nel corso dell’iniziativa è stata illustrata l’ipotesi di rifunzionalizzazione dell’ex reclusorio come spazio condiviso destinato ad attività sociali, culturali e produttive, con l’idea di dedicare un museo a Rosa Balistreri.

Tra i fondatori del Centro sociale San Saverio c’è padre Cosimo Scordato, che ricorda l’avvio delle attività di doposcuola e sostegno sociale rivolte ai minori del quartiere. «All’inizio avevamo sessanta bambini, dopo tre anni erano diventati centottanta. In mezzo alla strada non c’era più nessuno», afferma.

Nel corso degli anni il centro ha ospitato la compagnia teatrale di Franco Scaldati per 15 anni, è stato sede delle prime associazioni antimafia nate dopo il 1992 e riunite sotto la sigla “Palermo anno uno” ed è stato anche presidio sanitario aperto mattina e pomeriggio grazie a Donatella Natoli.