Catania
I furti di moto in diretta social: la nuova "spirtizza" dei ladri che postano i colpi messi a segno
Un cittadino: «Si vantano e mostrano quello che hanno rubato in tranquillità»
Sfidano la sorte. Che per chi commette un crimine significa rischiare l’arresto e il carcere. Su alcuni profili TikTok sono spuntati dei reel e delle dirette notturne di alcuni furti di moto. Oppure foto con l’oggetto rubato e gli emoticon sorridenti. Un modo spavaldo e arrogante di ostentare di aver appena compiuto un’azione illecita. Quasi un paradosso: ma nell’epoca della criminalità 4.0 purtroppo accade anche questo.
La segnalazione di questo agghiacciante fenomeno social è partito da una pagina Facebook dove si caricano foto di auto e mezzi rubati allo scopo di poter magari avere informazioni per riavere la macchina indietro. Un utente ha scritto: «Ciao a tutti, volevo segnalarvi che su TikTok girano video dove queste m... si vantano dei loro furti e mostrano quello che hanno rubato in assoluta tranquillità».
E in effetti facendo una rapida ricerca si trovano profili dove con una vergognosa spirtizza si mostra l’ultimo colpo messo a segno. Fra i nickname usati, precisi indirizzi di quartieri periferici (i cosiddetti rioni a rischio), nomi ispirati da serie tv e cartoon e anche fantasiosi termini tecnico-giuridici. Le immagini caricate sulla piattaforma multimediale sono accompagnate da cuori neri, faccine che al posto degli occhi hanno il dollaro e manine che mostrano l’ok. Forse un messaggio in codice a qualcuno o al complice? Oltre all’ostentazione social, potrebbe esserci anche un modo facile per contattare il proprietario del mezzo rubato, cominciare una trattativa per la restituzione. Quello che nel gergo è chiamato cavallo di ritorno. Fra le foto trovate (sopra) c’è anche uno scooter con tanto di targa che da un controllo è risultato di una moto al centro di una denuncia di furto.
Ma non finisce qui. Perché c’è anche un ladro che dà lezioni: quindi posta la strumentazione adatta da utilizzare in base al marchio della macchina che si intende rubare. E questo malvivente addirittura condivide gli articoli stampa che lo riguardano dicendo che è tornato in libertà dopo l’arresto. Una deriva social davvero allarmante e preoccupante. E che va contrastata con una maggiore e incisiva educazione alla legalità.