la cerimonia
Il riscatto che parte dalla cucina: il premio alle "Cuoche Combattenti" di Palermo contro la violenza sulle donne
Quando cucinare trasforma il cibo in un percorso di rinascita e autonomia
C’è una cucina a Palermo dove il cibo non serve soltanto a nutrire, ma diventa strumento di rinascita, autonomia e libertà. È quella delle “Cuoche Combattenti”, il progetto di imprenditoria sociale fondato da Nicoletta Cosentino, Cavaliere della Repubblica, che trasforma il lavoro gastronomico in un percorso concreto di emancipazione per donne vittime di violenza. A loro è stato assegnato il premio “Cibo, inclusione e dignità” promosso dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, nell’ambito del tema 2026 “Donne, vino e cibo”. La cerimonia si è svolta il 23 maggio nel laboratorio di via Cluverio, a pochi passi dal tribunale di Palermo, luogo simbolico dove ogni giorno si intrecciano storie di fragilità e riscatto. A consegnare il riconoscimento – la prestigiosa Testa di Bacco in argento cesellata dal maestro orafo Gerardo Sacco – sono state le rappresentanti dell’associazione guidata dalla presidente nazionale Daniela Mastroberardino insieme alla delegazione siciliana presieduta da Flora Mondello.
«Ricevere questo premio da altre donne che conoscono le difficoltà del fare impresa e dell’impegno sociale ci riempie di orgoglio», ha detto Nicoletta Cosentino, sottolineando il valore di una rete femminile capace di sostenere chi vive condizioni di vulnerabilità. Alla cerimonia hanno partecipato l’assessore comunale alle Attività produttive Giuliano Forzinetti, la consigliera nazionale DDV Roberta Urso e numerose socie siciliane dell’associazione. «Le Cuoche Combattenti – ha spiegato Urso – ribaltano uno stereotipo storico: la cucina, luogo in cui le donne sono state spesso relegate, diventa presidio rivoluzionario contro violenza e abuso». Il laboratorio produce marmellate, conserve, prodotti da forno e trasformati realizzati con materie prime locali e filiera corta, in collaborazione con la cooperativa agricola Ciauli. Ogni confezione porta un’etichetta “antiviolenza” con messaggi pensati per smontare stereotipi e restituire dignità e consapevolezza alle donne. Un progetto che porta anche il segno ideale di Marisa Leo, Donna del Vino Sicilia uccisa dall’ex compagno, da sempre vicina alle Cuoche Combattenti e ai percorsi di rinascita femminile. Sul laboratorio campeggia ancora la frase che amava ripetere: “Tu sei perfetta così come sei”.