Operazione Khalipha
La banda di rapinatori e sequestratori: il pm chiede la condanna degli imputati
Il capo della violenta organizzazione criminale Alberto Caruso, il figlio naturale di un defunto boss dei Laudani
Nove richieste di condanna con pene che vanno da un massimo di 10 anni a un minimo di 4. Il pm Rocco Liguori, ieri, ha discusso la requisitoria davanti al gup nel processo abbreviato nei confronti degli imputati coinvolti nell'inchiesta Khalipha.
Il blitz dei carabinieri è riuscito a dare un volto ai finti finanzieri che rapinarono, sequestrarono e torturarono (alla presenza di moglie e figlia di pochi mesi) il proprietario di una villa che teneva in cassaforte soldi e gioielli.
A capo della banda, che si muoveva dopo i consigli dello shamano Khalipha Casse, è stato posizionato il 46enne Alberto Caruso, figlio naturale di Gaetano Laudani, boss ucciso in un agguato agli inizi degli anni Novanta.
Il sostituto procuratore non ritiene di poter concedere le attenuanti a chi ha fatto ammissioni tardive. Ecco le richieste:
Domenico Aleo 4 anni, Alberto Caruso 9 anni e 4 mesi, Andrea Caggegi 7 anni, Khalipha Casse 5 anni, Antonio Massimo Gambitta 10 anni, Valentina Maugeri 5 anni e 8 mesi, Vincenzo Gaetano Mazzone 4 anni e 4 mesi, Alessandro Sapiente 6 anni e 8 mesi e Gianfranco Sapiente 7 anni.
