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Catania

Cavalli non tracciati in un allevamento a Librino: scatta multa da 1.450 euro

L'intervento di carabinieri e dei veterinari Asp ha fatto emergere diverse criticità

26 Maggio 2026, 10:39

10:40

Cavalli non tracciati in un allevamento a Librino: scatta multa da 1.450 euro

Controlli mirati per garantire legalità, tutela della salute animale e tracciabilità dei cavalli: è questo il bilancio dell’attività svolta dai Carabinieri della Stazione di Catania Librino, con il supporto dei veterinari dell’Asp di Catania, nell’ambito dei servizi predisposti dal Comando Provinciale per il monitoraggio del territorio e il contrasto a degrado e irregolarità.

Nel mirino un allevamento del quartiere Librino, ispezionato per verificare il rispetto delle norme su identificazione, registrazione e gestione sanitaria degli equidi.

Il controllo, effettuato alla presenza del responsabile, un 26enne catanese, ha fatto emergere diverse criticità: nella struttura sono stati trovati 3 cavalli a fronte dei 7 formalmente registrati nella Banca dati nazionale degli equidi, elemento che ha sollevato dubbi sulla corretta tracciabilità degli animali.

Gli approfondimenti hanno inoltre evidenziato la mancata comunicazione della variazione dei dati aziendali relativa al cambio del detentore dello stabilimento, risultato deceduto, nonché l’assenza dell’aggiornamento sul passaggio di proprietà di alcuni capi.

È emersa, infine, la posizione irregolare di un animale privo di identificazione e del previsto controllo sanitario.

La normativa nazionale ed europea impone obblighi stringenti per la detenzione dei cavalli: ogni esemplare deve essere identificabile tramite microchip e passaporto equino, regolarmente iscritto nella banca dati ufficiale e sottoposto ai controlli sanitari previsti.

Strumenti indispensabili non solo per assicurare il benessere animale, ma anche per garantire la completa tracciabilità in caso di movimentazioni, cessioni, emergenze sanitarie o verifiche veterinarie.

L’assenza di identificazione o un’irregolare registrazione possono infatti compromettere la ricostruzione della provenienza, ostacolare i controlli e generare potenziali rischi per la salute pubblica, oltre che per la tutela degli animali.

Per le violazioni accertate, i militari dell’Arma hanno elevato sanzioni amministrative per un totale di 1.450 euro, disponendo l’obbligo di regolarizzare tutte le posizioni non conformi.