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Cronaca

Marina di Ragusa, vandalizzati i pozzi Gravina: erogazione idrica a singhiozzo

La società Iblea Acque denuncia l'accaduto e avvia l'intervento di ripristino. Inevitabili i disagi

26 Maggio 2026, 15:09

15:10

Marina di Ragusa, vandalizzati i pozzi Gravina: erogazione idrica a singhiozzo

I pozzi Gravina vandalizzati

A Marina di Ragusa si torna a fare i conti con un gesto che colpisce al cuore un servizio pubblico essenziale. Nelle ultime ore ignoti hanno preso di mira i pozzi Gravina, infrastrutture fondamentali per l’approvvigionamento idrico della frazione rivierasca, tentando il furto dei cavi elettrici e provocando danni significativi agli impianti. Un atto vandalico grave, irresponsabile, che mette a rischio la continuità dell’erogazione dell’acqua in un territorio che, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione estiva, vede crescere in modo esponenziale il fabbisogno idrico.

Iblea Acque SpA ha confermato l’accaduto e ha avviato immediatamente gli interventi tecnici per ripristinare il sistema di sollevamento compromesso. Al momento un pozzo è già stato riattivato, mentre altri due sono in lavorazione, con squadre impegnate senza sosta per riportare gli impianti alla piena funzionalità. Nonostante gli sforzi, la società avverte che nelle prossime ore potrebbero verificarsi disservizi nell’area di Marina di Ragusa, proprio a causa dei danneggiamenti subiti.

L’episodio riaccende i riflettori su un tema che da tempo preoccupa residenti e operatori: la vulnerabilità delle infrastrutture idriche e la necessità di rafforzare controlli e sistemi di sicurezza. Colpire un impianto pubblico significa colpire un’intera comunità, mettendo a rischio un bene primario come l’acqua e costringendo tecnici e amministrazioni a interventi straordinari che sottraggono risorse e tempo alla gestione ordinaria.

In un momento in cui il territorio si prepara ad accogliere migliaia di visitatori, episodi come questo rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato. La speranza è che le forze dell’ordine possano individuare i responsabili e che si avvii finalmente una riflessione seria sulla tutela delle infrastrutture strategiche, troppo spesso lasciate esposte a gesti criminali che mettono in difficoltà un’intera comunità.