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Catania

Primi pacemaker senza fili Aveir al "San Marco": interventi mininvasivi e dimissione in 24 ore

Si tratta di un pacemaker 90% più piccolo impiantato per via femorale senza fili né incisioni e anche con meno rischi

26 Maggio 2026, 15:31

15:40

Primi pacemaker senza fili Aveir al "San Marco": interventi mininvasivi e dimissione in 24 ore

L’équipe di Cardiologia dell’ospedale San Marco di Catania ha eseguito i primi due impianti di pacemaker senza fili «Aveir leadless». Gli interventi di elettrofisiologia sono stati effettuati su due pazienti affette da disturbi del ritmo cardiaco. Lo ha fatto sapere l’azienda ospedaliera.

Le pazienti, comunica l’azienda ospedaliera, sono state dimesse il giorno dopo. Il nuovo dispositivo, continua l'ospedale, presenta dimensioni ridotte del 90% rispetto ai sistemi convenzionali. Questo consente di posizionare l’impianto direttamente all’interno del cuore attraverso la vena femorale senza incisione chirurgica nel petto dei pazienti.

L’assenza di fili collegati al cuore (elettrocateteri) e della tasca sottocutanea, afferma il San Marco, riduce quasi totalmente il rischio di infezioni e complicanze meccaniche a lungo termine, legate ai cateteri tradizionali, oltre a eliminare qualsiasi impatto estetico visibile. La tecnologia si distingue per la longevità della batteria e per la possibilità di poter essere svitata e recuperata o riposizionata con facilità.

«La nostra azienda - ha detto il direttore generale Giorgio Giulio Santonocito - è in grado di recepire e mettere a disposizione dei pazienti le più avanzate innovazioni tecnologiche. La tecnologia leadless non rappresenta più il futuro ma una realtà consolidata che migliora gli standard di sicurezza e la qualità di vita dei pazienti, poiché i disturbi del ritmo cardiaco vengono trattati con la minima invasività».

«L'introduzione di questa tecnologia d’avanguardia - ha spiegato il direttore della Cardiologia, Alessio La Manna - rappresenta un salto di qualità straordinario per la nostra Cardiologia e per l’intera offerta assistenziale del territorio. Questo successo è il risultato del grande lavoro di squadra, della sinergia tra la direzione aziendale e medici e personale infermieristico, da sempre orientati all’innovazione clinica».