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La protesta

Ic “da Feltre”, è scontro tra genitori e preside

Oggi davanti all’istituto sit-in delle famiglie che nei giorni scorsi hanno chiesto all’Ufficio scolastico di rimuovere la dirigente. Che si difende: «Non ci sono gli estremi, resisto». L’assessore: «Si faccia il bene dei bambini»

27 Maggio 2026, 06:38

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Ic “da Feltre”, è scontro tra genitori e preside

C’è un clima teso all’Istituto comprensivo Vittorino da Feltre di Nesima: oggi alle 9, davanti al plesso di via Durante, una rappresentanza dei genitori degli alunni si riunirà «per manifestare il proprio dissenso e dar voce alle nostre richieste finora rimaste inascoltate dalle istituzioni».

Richieste che, in realtà, si possono sintetizzare in una soltanto: «Che la dirigente scolastica professoressa Loredana Argentino venga sollevata dall’incarico». Le famiglie hanno nei giorni scorsi inviato una email agli organi di stampa nella quale davano conto di una richiesta formale in tal senso inviata «al direttore dell'Ufficio scolastico regionale, al direttore dell'Ufficio VI - Ambito territoriale di Catania, all'assessore alla Pubblica istruzione di Catania».

Le motivazioni, come spiegano, sono soprattutto «i rapporti deteriorati con le famiglie. La dirigente si nega spesso alle richieste di ascolto e di confronto. Facciamo solo due esempi: un laboratorio d’arte che andava avanti da 20 anni è stato interrotto. E anche i rapporti di collaborazione con la vicina parrocchia San Pio X sono ormai deteriorati. Inoltre anche i corsi di lingua straniera hanno subito una riduzione. Si è creato un forte clima di malcontento e tensione nella comunità scolastica, fino a indurre le dimissioni del Consiglio d'istituto, dello staff di direzione, dei responsabili di plesso, delle funzioni strumentali e dei coordinatori di classe, rimanendo sola a gestire la scuola». Poi le famiglie concludono: «Noi pensiamo di agire nell’interesse dei nostri figli, e ricordo che la scuola è fatta soprattutto da corpo docente e personale. E in un quartiere difficile come il nostro vedere la scuola come un posto sicuro e sereno è fondamentale per togliere i ragazzi dalla strada»

La dirigente Argentino, contattata da La Sicilia, ridimensiona la vicenda: «Sono stata, per parlare della vicenda, sia all’Ufficio scolastico che dal mio avvocato. E non ritengo ci siano gli estremi per nessun provvedimento del genere. In tanti mi hanno dato il consiglio di resistere, e resisto». La preside ricostruisce quanto accaduto negli scorsi mesi dal suo punto di vista: «All'improvviso, dall'oggi al domani, qualcuno ha detto che me ne devo andare. Ma io credo di aver fatto tanto per questa comunità, nonostante abbia letto anche ricostruzioni che ritengo delle calunnie. Ci sono tantissime famiglie che invece mi supportano e mi dimostrano la loro stima».

Sulla spinosa vicenda interviene anche l’assessore alla Pubblica istruzione del Comune, Andrea Guzzardi, che spiega il punto di vista suo e dell’amministrazione: «Siamo a conoscenza della vicenda da tempo, e sia il sindaco Enrico Trantino che io abbiamo ricevuto le pec riguardanti le richieste. Premetto che noi, come Comune, non abbiamo competenza per questo tipo di decisioni. Ma siamo vicini alla comunità scolastica e alle famiglie, che mi contattano quotidianamente. Credo - prosegue Guzzardi - che sia necessario intanto fare in modo che si arrivi alla conclusione serena dell’anno scolastico e, con le dimissioni del Consiglio d’istituto, credo che il primo passo sia quello di un commissariamento per poter eseguire gli atti burocratici. Mi farò portavoce per mediare tra le istanze e capire con l’ufficio scolastico provinciale, con il quale sono in costante contatto, quel che loro vogliono fare o stanno facendo per una riappacificazione. Ricordo che il dovere civico è quello di continuare l’attività scolastica e finire l'anno senza che i ragazzi ne risentano».