Sindacato
Investimento in bilico: la RSU chiede chiarezza sul contratto idrico tra STMicroelectronics e Sidra
Senza la firma entro giugno 2026 a rischio il progetto sul carburo di silicio e i posti di lavoro a Catania. Scollo (Fiom) : “Rischia di saltare il più grande investimento attualmente previsto per il Sud Italia”
La RSU unitaria di STMicroelectronics Catania ha chiesto un riscontro urgente sullo stato del contratto di approvvigionamento idrico tra STMicroelectronics e la Sidra, richiamando quanto emerso nell'incontro del 1° aprile scorso tenutosi alla Regione Siciliana e gli impegni contenuti nel piano industriale dell'azienda.
“Quanto sta accadendo è grave, e la responsabilità non può che essere dell'amministrazione di questa città che rischia di far saltare il più grande investimento attualmente previsto per il Sud Italia. E ciò accade nonostante le promesse pubbliche e le garanzie del ministro Urso. Il ritardo nella concretizzazione di un passaggio che non dovrebbe essere particolarmente complesso, è inspiegabile. La richiesta della RSU nasce dalla necessità di fare piena chiarezza, senza ulteriori attese, su un passaggio che la stessa STM ha indicato come decisivo per il futuro del sito di Catania”, dichiara Rosy Scollo, segretaria generale della Fiom Cgil Catania. “Parliamo di un investimento strategico per il territorio e per l'intero Paese. Per questo è indispensabile conoscere lo stato del contratto e verificare che tutti gli impegni assunti vengano rispettati nei tempi previsti. Un governo cittadino non può fare proclami e non riuscire a portare avanti un obiettivo così fondamentale”.
Ad aprile STMicroelectronics aveva confermato la volontà di portare avanti il progetto legato alla produzione di carburo di silicio e le garanzie occupazionali. L’azienda aveva tuttavia chiarito che la prosecuzione dell’investimento resta subordinata alla definizione, entro giugno 2026, delle condizioni necessarie per garantire l’approvvigionamento idrico, attraverso la sottoscrizione del relativo contratto. Già nel 2024 l’azienda aveva presentato il progetto e tutti gli attori istituzionali, Comune di Catania compreso, erano pienamente a conoscenza dei requisiti indispensabili per l’avvio dell’investimento. Dopo un anno di incontri ministeriali, ottenuti solo grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, il sindaco aveva assunto l’impegno di proporre a STM un contratto di fornitura pari a 400 mc/h, come passaggio necessario per accedere alla seconda fase del progetto per arrivare poi a 800mc/h per la terza fase.
“Non può essere una questione di soldi, anche perché la Regione è oramai divenuta nota per la sua generosità nei confronti di eventi di varia natura. Deve diventare una questione di giuste scelte politiche.
È necessario che tutte le istituzioni coinvolte facciano la propria parte per scongiurare qualsiasi rallentamento. D’altronde bisogna chiedersi come sia possibile attrarre qualunque importante investimento nell’area se non si garantiscono i fondamentali”, conclude Scollo. “Catania non può permettersi di perdere un’opportunità industriale di questa portata”.