crisi idrica
Il Libero Consorzio di Agrigento scende in campo: "Fermiamo il taglio delle forniture, le logiche di cassa non contino più della vita dei cittadini"
L'Ente lancia un appello urgente al Governo e alle istituzioni per bloccare il razionamento imposto da Siciliacque. Una mossa burocratica che rischia di gettare nel caos i 42 comuni della provincia alle porte di un'estate torrida
Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento si schiera in prima linea a difesa del territorio e dichiara guerra alle geometrie della burocrazia finanziaria che rischiano di lasciare a secco l'intera provincia. L'ente d'area vasta ha preso una posizione istituzionale netta e durissima contro la decisione di Siciliacque di tagliare i flussi idrici limitando la fornitura ai soli volumi corrispondenti all’importo di 0,8 euro al mese garantito da AICA. Un braccio di ferro economico tra colossi della gestione che, secondo il Libero Consorzio, sta prendendo in ostaggio la vita quotidiana di migliaia di famiglie.
L'iniziativa dell'ente si configura come un vero e proprio scudo istituzionale per i 42 comuni dell'Agrigentino. I vertici del Libero Consorzio hanno espresso una fortissima e motivata preoccupazione per le gravissime conseguenze che questa determinazione aziendale potrebbe produrre a cascata sul territorio. La tempistica del taglio viene definita raggelante: i rubinetti si stringono proprio alle porte della stagione estiva, quando l'impennata delle temperature e l'aumento fisiologico dei consumi rischiano di trasformare una crisi idrica già cronica in una catastrofe irreversibile.
L'atto d'accusa dell'Ente: "L'acqua è un servizio pubblico essenziale"
Il fulcro della denuncia del Libero Consorzio colpisce direttamente il cinismo commerciale delle scelte unilaterali. Dall'ente provinciale arriva un monito chiaro: non è tollerabile che un territorio già storicamente e strutturalmente provato veda compromesso il proprio diritto all'acqua a causa di "logiche esclusivamente economico-finanziarie" o per via di contenziosi legali in corso tra i soggetti che gestiscono un servizio pubblico essenziale.
Il Consorzio si fa così interprete del disagio profondo che colpirà i cittadini, le famiglie, ma anche l'intera impalcatura produttiva della provincia: operatori turistici, ristoratori e albergatori, proprio nel momento dell'anno in cui il turismo dovrebbe trainare l'economia agrigentina. L'allarme lanciato non si ferma all'aspetto economico, ma investe con preoccupazione lo scenario sanitario e l'ordine sociale. Nell'esaminare la mappa del conflitto, il Libero Consorzio spezza anche una lancia a favore di AICA, riconoscendo lo sforzo che il gestore locale sta compiendo per portare avanti un complesso percorso di riequilibrio aziendale senza mai perdere di vista le proprie responsabilità pubbliche.
La richiesta di intervento straordinario
L'iniziativa del Libero Consorzio non si limita alla protesta, ma si traduce in una formale e urgente richiesta di mediazione politica ai massimi livelli. L'ente chiede infatti un "urgente e autorevole intervento istituzionale" affinché venga immediatamente ristabilito un equilibrio gestionale che rispetti la natura pubblica e vitale del servizio idrico. La provincia di Agrigento deve ricevere ogni risorsa necessaria. L'obiettivo dell'azione avviata dal Libero Consorzio è scongiurare decisioni finanziarie rigide che, in un periodo segnato da temperature torride e da una strisciante emergenza sociale, rischiano di esasperare gli animi e rendere insostenibili le condizioni di vita delle comunità locali.