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28 maggio 2026 - Aggiornato alle 14:48
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crisi idrica

Acqua, anche il sindaco di Canicattì alza la voce: "La stretta di Siciliacque darà il colpo di grazia a un territorio già in ginocchio"

Il primo cittadino Vincenzo Corbo sposa la linea dura del Libero Consorzio e chiede un tavolo d'urgenza tra gestori e istituzioni. "I nostri cittadini e le imprese soffrono già disagi gravissimi, un ulteriore taglio sarebbe insostenibile"

28 Maggio 2026, 14:48

vincenzo corbo

La crisi idrica che sta attanagliando la provincia di Agrigento si arricchisce di un nuovo, pesante capitolo istituzionale. Dopo il grido d'allarme lanciato dal Libero Consorzio Comunale, anche il Comune di Canicattì scende ufficialmente sul piede di guerra. Il sindaco Vincenzo Corbo ha espresso una totale e incondizionata condivisione rispetto alle fortissime preoccupazioni manifestate dal presidente dell'ente di area vasta, Giuseppe Pendolino, definendo la recente mossa di Sicilia Acque S.p.A. come una potenziale catastrofe per il tessuto sociale ed economico della città.

La decisione del colosso sovramunicipale di ridurre drasticamente le forniture idriche ai minimi termini finanziari concordati con AICA rischia infatti di dare il colpo di grazia a una comunità strutturalmente fragile. Canicattì, centro nevralgico per il commercio e l’agricoltura della zona, vive ormai da mesi una condizione di esasperazione legata a turni di erogazione lunghissimi e carenze croniche. Una nuova "stretta" ai rubinetti centrali, denuncia il primo cittadino, non sarebbe una semplice rimodulazione tecnica, ma una ferita insanabile per migliaia di famiglie e attività produttive.

L'allarme del sindaco: "Condizione ampiamente critica"

«La comunità di Canicattì, come è noto, soffre gravissimi disagi che incidono significativamente sulla vita dei cittadini, sulle famiglie e sulle attività produttive locali», ha dichiarato con fermezza il sindaco Vincenzo Corbo. Il focus dell'amministrazione si concentra sull'impatto devastante che il razionamento selvaggio esercita sulla quotidianità dei residenti e sulla sopravvivenza economica di negozi, imprese e aziende agricole locali, pilastri dell'economia canicattinese.

Secondo la linea espressa da palazzo di città, tollerare passivamente un'ulteriore riduzione della disponibilità idrica significherebbe condannare il territorio a un'estate di totale paralisi, esasperando gli animi della popolazione e mettendo a rischio i livelli minimi di igiene e sicurezza sanitaria.

La via del dialogo: l'appello a un confronto urgente

Di fronte a quello che si profila come un vero e proprio scontro frontale tra i gestori del servizio pubblico, l'iniziativa del sindaco Corbo punta a percorrere immediatamente la via della mediazione politica, richiamando tutti gli attori al senso di responsabilità.

Il primo cittadino ha infatti formulato l'auspicio di un "celere ed urgente confronto" che veda seduti allo stesso tavolo tutti i soggetti istituzionali e i gestori coinvolti nella filiera idrica regionale e provinciale. L'obiettivo caldeggiato da Canicattì è l'individuazione immediata di una soluzione condivisa, capace di superare i contenziosi economici e garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale che, per sua natura, non può essere subordinato a logiche di cassa, ma deve muoversi nel rigoroso rispetto delle esigenze vitali delle comunità locali.