Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
29 maggio 2026 - Aggiornato alle 21:47
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

la denuncia

Mala movida, i catanesi e le strutture ricettive ostaggio di un pub

Il racconto di chi vive e lavora nella zona compresa tra le vie Giuseppe Garibaldi, Gisira e Dottore frequentata da giovanissimi e turisti

29 Maggio 2026, 06:00

Mala modida, i catanesi e le strutture ricettive ostaggio di un pub

Musica ad alto volume fino a notte fonda, urla sotto i balconi, risse diventate sempre più frequenti, strade e vicoli trasformati in un ricettacolo di tossici e rifiuti. Ma soprattutto migliaia di giovani assiepati in strada davanti a uno dei locali di tendenza della città. Nel cuore del centro storico - tra via Giuseppe Garibaldi, via Gisira e via Dottore - la movida notturna divide residenti, commercianti e operatori turistici. A denunciare a La Sicilia una situazione ormai definita fuori controllo sono soprattutto i residenti e i titolari di B&B, costretti con l’arrivo della bella stagione a convivere ogni sera e soprattutto nel weekend con schiamazzi, vandalismi, bottiglie rotte e episodi di violenza che compromettono sicurezza e decoro urbano, ma soprattutto la tranquillità di una vita quotidiana. E passando per le stradine della Pescheria e le aree più frequentate della nightlife catanese, cresce il malcontento di chi vive e lavora nel centro storico.

«I turisti ci chiedono se qui sia sempre così - dice Maurizio Russo titolare di due B&B in zona - accade frequentemente che quando lasciano una recensione si congratulano per la struttura e l’accoglienza, ma lamentano le notti insonni a causa della musica a tutto volume che proviene in particolare dal locale di via Giuseppe Garibaldi, molto amato per i suoi prezzi economici. La considerazione che noi operatori turistici facciamo è semplice: possono 15mila posti letto della zona essere ostaggio di un pub? Al Comune conviene davvero perdere così tanti ospiti che pagano la tassa di soggiorno, boccata d’ossigeno per le casse comunali, anziché intervenire con provvedimenti più severi nell’interesse non del singolo operatore, ma di un’intera città?».

«Quasi ogni sera - lamenta un residente di via Dottore - sono costretto a chiamare il 112 per segnalare la musica ad alto volume, urla, festeggiamenti e a volte anche il parapiglia che accade quando questi ragazzi tra i 15 e i 25 anni alzano il gomito e litigano tra di loro. Tranquillamente seduti ai tavolini del locale di via Garibaldi non tengono conto del fatto che ci siano residenti che hanno la necessità di dormire perché al mattino devono andare a lavorare. Una situazione che è necessario vada ridimensionata, un frastuono e un non rispetto delle regole che non può essere più sopportato. Le regole ci sono, perché chi dovrebbe vigilare fa finta di nulla? Perché le istituzioni non fanno rispettare il limite dei Decibel e della somministrazione di alcolici e soprattutto perché si continua a concedere il suolo pubblico a chi non ha rispetto per un intero quartiere?».

«C’è poi un problema di degrado urbano - sottolinea una giovane residente - lo spaccio, la gente che si fa di crack negli angoli più nascosti e l’odore di erba che sale verso i balconi, gli atti osceni in piena notte sotto gli occhi smarriti dei turisti».

«A nome dei condomini degli stabili che amministro - spiega Martino Giuliano - ho già presentato un esposto in procura, fatto una denuncia ai carabinieri e anche una segnalazione al vicesindaco. Abbiamo creato un gruppo su WhatsApp chiamato “Movida selvaggia” e ogni notte a turno chiamiamo le forze dell’ordine che intervengono. Se non fosse che sistematicamente dopo il controllo la musica torna a essere alta e siamo punto e a capo. Gli alcolici venduti a poco prezzo e il fatto che il locale di via Garibaldi sia gettonatissimo e frequentato da giovanissimi fa sì che ogni notte i residenti si ritrovino in mezzo al caos e gli ospiti delle case-vacanza addirittura lascino in anticipo le strutture perché è impossibile dormire, nonostante ovviamente i titolari abbiano predisposto tutti gli accorgimenti necessari come i doppi vetri camera o i pannelli fono assorbenti. Abbiamo chiesto anche l’intervento di Arpa Palermo che è venuta e ha rilevato i decibel, siamo in attesa della relazione finale».

«Chiediamo all’Amministrazione - concludono Russo e Giuliano - un confronto diretto e immediato per cercare insieme soluzioni concrete e definitive. Non bastano i controlli straordinari nei fine settimana, serve un piano stabile che restituisca sicurezza, pulizia e regole certe a una zona che rischia di perdere la propria attrattiva. Perché il problema non è la movida in sé, ma l’assenza di limiti e di gestione».

E mentre le notti del centro storico continuano ad accendersi tra musica, giovanissimi e caos, la sensazione è quella di uno sviluppo turistico senza equilibrio, dove il diritto al divertimento finisce troppo spesso per scontrarsi con quello al riposo, alla sicurezza e al decoro urbano. Sul banco degli imputati finiscono, dunque, l’abuso di alcol, la mala movida e la scarsa sensibilità nella gestione di un fenomeno non più occasionale, ma sempre più strutturato. Una risposta potrebbe arrivare dal recentissimo protocollo d’intesa sottoscritto in prefettura per la prevenzione degli atti illegali e delle situazioni di pericolo all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici e dei locali di pubblico intrattenimento danzante.