L'ordinanza
Plaia di Catania, troppi batteri fecali: vietata la balneazione di fronte alla foce del torrente Forcile
Il provvedimento firmato dal sindaco Enrico Trantino si basa sui risultati delle analisi realizzate dall'Asp il 25 maggio. I risultati, però, non sono ancora pubblici
Mentre filtrano dall'assessore al Mare Andrea Guzzardi le ultime notizie (e gli slittamenti rispetto alle date inizialmente previste) riguardo le tempistiche di avvio e la gestione delle tre spiagge libere alla Plaia e del solarium di San Giovanni Li Cuti alla Scogliera, l'unico previsto quest'anno, è di ieri l'ordinanza del sindaco Enrico Trantino che impone il «temporaneo divieto di balneazione allo sbocco a mare del torrente Forcile», alla Plaia.
«Oggi (ieri per chi legge, ndc) verranno ultimate le procedure di assegnazione e affidamento della gestione delle infrastrutture, solarium e spiagge libere, alla società che si è aggiudicata il bando. – ha detto Guzzardi a La Sicilia – Entro domenica si ultimerà il solarium a Li Cuti mentre la spiaggetta nera è stata già ripristinata. Le spiagge libere alla Plaia sono state pulite e la sabbia già sottoposta a vagliatura, dunque la prossima settimana si inizierà con il montaggio delle strutture che in dieci giorni dovrebbero essere pronte alla fruizione».
Se per il solarium l'accesso verrà garantito prima, dunque per la Plaia bisognerà ancora aspettare.
Tornando al divieto di balneazione, per intenderci si tratta del corso d'acqua che sfocia all'altezza dell'oramai ex lido Nettuno, tra il lido Aurora e il lido Belvedere, riconoscibile perché ormai inattivo da anni e contraddistinto da una “casamatta” risalente alla seconda guerra mondiale. Uno di quei tratti di spiaggia, per inciso, che vengono usati normalmente dai bagnanti anche se non si dovrebbe e l'area stessa andrebbe piuttosto resa inaccessibile (come la legge del resto impone).
Si tratta di un provvedimento dovuto a causa degli «esiti analitici non conformi del campione di acque di balneazione prelevato da Asp il 25 maggio alla foce del torrente Forcile – si legge nell'ordinanza – che presentano valori di Enterococchi intestinali eccedenti i limiti consentiti». Nel testo tuttavia non viene riportato il dato rilevato, che abbiamo cercato sul Portale delle Acque del Ministero della Salute, ma risulta aggiornato ancora ai prelievi effettuati lo scorso 27 aprile: i limiti citati fissano nel caso di Enterococchi intestinali a 200 le Ufc (unità formanti colonia)/100 ml, mentre per Escherichia coli il limite è 500 Ufc/100 ml.
Analizzando la situazione rilevata il 27 aprile, l'unico dato finora pubblico, si nota come alla Plaia ad essere quasi al limite fosse la foce del torrente Acquicella con 192 di Enterococchi intestinali (E.i.) e 478 di Escherichia coli (E.c.), la foce del Forcile aveva registrato 10 di E.i. e 364 di E.c., la foce del canale Arci 178 di E.i. e 406 di E.c., zero per entrambi all'altezza di viale Kennedy 91. Alla Scogliera: zero per E.i. e E.c. ai punti di prelievo alla Stazione centrale, all'immissione di piazza Europa e a San Giovanni Li Cuti.
Dunque, di prassi là dove insistono criticità l'Asp procederà a nuove analisi fino a parametro rientrato e i cartelli segnaletici del divieto alla foce del Forcile, in due lingue e per il tratto di mare considerato (12 metri), verranno apposti dalla direzione Manutenzioni solo oggi.
Non sfuggono i dati rilevati alla foce del canale Arci, per cui ancora si attende l'emanazione dell'ordinanza sindacale per mettere così in posa la soglia di tracimazione, rallentarne via via il decorso e impedire che durante la stagione balneare, salvo eventi meteo estremi, sfoci in mare: l'autorizzazione dell'Autorità di Bacino era stata data il 14 maggio insieme alle caratteristiche della soglia temporanea da realizzare all'altezza della confluenza con il canale Pantano, lungo la Ss 114. Non più blocchi di cemento e argilla come accadeva negli anni scorsi, ma «due sacchi tubolari gonfiabili in materiale plastico flessibile, riempiti d'acqua di altezza massima 1,10 metri posati sul fondo dell'alveo e ancorati sulla sponda destra, oltre ad una tubazione dedicata al rilascio del deflusso ecologico, stimata in circa 12,18 litri al secondo, con adozione cautelativa di una tubazione in acciaio regolata mediante saracinesca». Un sistema più complesso dunque, che avrà richiesto il tempo necessario per acquistare il materiale da parte della Sidra, che ne curerà anche la posa, il controllo e la manutenzione. Appena il Comune darà il via libera.