l'inchiesta
Da Gibilterra a Granada fino ad Andorra e alle Cayman: ecco le società sequestrate nate negli anni d'oro del narcotraffico
Svelate le origini dell'impero: entità storiche come la Strangeways Limited, costituita a Gibilterra nel 1986, hanno fatto da apripista e da "schermo" per le prime grandi speculazioni immobiliari in terra spagnola degli uomini di Messina Denaro
Dalle coste assolate di Marbella ai paradisi fiscali delle Isole Cayman, passando per Gibilterra e Panama. È in questo intricato dedalo internazionale che si nascondeva l'immenso tesoro accumulato da Giacomo Tamburello, un patrimonio frutto di quarant'anni di traffico internazionale di stupefacenti. Un'imponente operazione giudiziaria ha portato al sequestro preventivo di una complessa rete di società, svelando un sistema di riciclaggio di altissimo livello.
Al centro del mirino degli investigatori c'è una pluralità di "schermi societari" esteri. Sulla carta, queste aziende non portavano il nome del noto narcotrafficante. Risultavano infatti intestate o gestite formalmente dalla moglie separata, Maria Antonina Bruno, dal figlio Luca Tamburello e, in alcuni casi, dal socio in affari di quest'ultimo, Jonas Krumnikl.
Tuttavia, le indagini hanno inequivocabilmente dimostrato che la vera "regia" e le direttive operative provenivano da Giacomo Tamburello. Anche durante i suoi periodi di latitanza e detenzione, Tamburello si avvaleva della famiglia per la costituzione di queste società, con il chiaro intento di dissimulare la provenienza delittuosa dei capitali e proteggere il patrimonio dalle indagini.
Le società sequestrate operavano principalmente su due fronti: la speculazione immobiliare di lusso e l'occultamento finanziario puro.
L'Impero Immobiliare Spagnolo: Entità come la VALUE ADDED PROPERTY SL, la LUMAGIA INVEST S.L., la GRAGOLF INVEST S.L. e la VILLA COPENHAGUE S.L., tutte con sede in Spagna, operavano nel settore dell'intermediazione, promozione e costruzione immobiliare. Il loro scopo era acquisire, ristrutturare e affittare appartamenti, ville e locali commerciali di grande prestigio, concentrati soprattutto in Andalusia, tra Marbella e Puerto Banús.
Le "casseforti" nei paradisi fiscali: società come la CINZANO Ltd (Isole Cayman), la INVERSIONES ORO REY S.A. (Panama), la TUCAN ESTATES Limited e la STRANGEWAYS Limited (Gibilterra) fungevano da veicoli societari e finanziari. Non producevano beni, ma venivano utilizzate per aprire conti correnti cifrati in Andorra, Lussemburgo, Principato di Monaco e Svizzera, permettendo di incassare dividendi, trasferire denaro contante da un Paese all'altro e investire in mercati azionari.
Il valore attribuito a questo impero societario è sbalorditivo e fotografa la portata dei guadagni illeciti del cartello. Il gioiello della corona era senza dubbio la CINZANO LTD. Questa società offshore, definita la "cassaforte finanziaria" della famiglia, ha un valore stimato di circa 79.000.000 di euro. Tale cifra stratosferica deriva principalmente dal possesso di oltre 682 mila azioni nominative di un istituto bancario libanese. Oltre a questo, la Cinzano deteneva in Lussemburgo un portafoglio titoli da oltre 7 milioni di euro e persino 12 chilogrammi d'oro in lingotti.
Non meno impressionanti sono i flussi di cassa mossi dalle altre entità. Gli investigatori hanno ricostruito che sui conti andorrani riconducibili alla moglie di Tamburello e a società come la INVERSIONES ORO REY S.A., erano transitati circa 12 milioni di euro, parte dei quali successivamente dirottati in Spagna per l'acquisto di immobili.
Le società immobiliari iberiche, come la VALUE ADDED PROPERTY SL, detenevano decine di proprietà (tra cui locali commerciali, ville e appartamenti) i cui singoli valori di acquisto o commerciali oscillavano regolarmente tra i 300.000 euro e oltre 1,1 milioni di euro per immobile.
