Cade l'accusa di terrorismo per il blitz alla Leonardo ma resta la condanna a quasi 5 anni per il palermitano Luigi Spera
I giudici hanno riqualificato il reato in getto pericoloso di cose e detenzione di ordigni. L'attivista e vigile del fuoco aveva lanciato fumogeni contro lo stabilimento per protestare contro la vendita di armi alla Turchia
I giudici della seconda sezione penale della Corte d’assise di Palermo hanno condannato Luigi Spera a 4 anni, 9 mesi e 15 giorni di reclusione.
Spera, vigile del fuoco, era imputato per terrorismo in relazione al lancio di ordigni incendiari contro la sede palermitana di Leonardo il 26 novembre 2022. L’originaria contestazione di attentato incendiario con finalità di terrorismo è stata riqualificata in getto pericoloso di cose.
L’imputato è stato inoltre riconosciuto colpevole di detenzione e porto di ordigni micidiali e da guerra, con esclusione di qualsiasi aggravante legata a finalità eversive. Nel medesimo procedimento sono stati giudicati anche due attivisti: uno è stato condannato a 14 giorni di arresto per getto pericoloso di cose; l’altra, accusata di istigazione a delinquere, è stata assolta perché “il fatto non sussiste”. I tre imputati erano assistiti dagli avvocati Giorgio Bisagna e Alessia Trenta.
Secondo l’accusa, nella notte del 26 novembre 2022 furono lanciati nel cortile dello stabilimento Leonardo di Palermo alcuni fumogeni e un ordigno incendiario. In quel momento il sito era chiuso e privo di personale.
L’azione, di natura dimostrativa, intendeva denunciare la vendita di armamenti alla Turchia. Le immagini del blitz vennero poi diffuse sui canali social della piattaforma Antudo.
A marzo 2024 Spera era stato arrestato con le accuse di attentato con finalità di terrorismo, detenzione e porto di ordigni micidiali e istigazione a delinquere. A novembre di due anni fa, la Corte di Cassazione ha stabilito che il lancio dei fumogeni e l’iniziativa dimostrativa non integra i presupposti del terrorismo, annullando con rinvio l’ordinanza del Tribunale del riesame. L’ipotesi di reato è stata così, di fatto, ricondotta a danneggiamento, con esclusione di qualsiasi finalità eversiva o terroristica.
Il 2 dicembre successivo il Tribunale del riesame di Palermo ha disposto la scarcerazione di Spera, che ha lasciato il carcere dopo oltre otto mesi di detenzione in regime di alta sicurezza, sottoposto poi a misure cautelari meno afflittive, tra cui obbligo di dimora e di firma.