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morto in guerra

Chi era Alex Pineschi, l'ex alpino caduto nel cielo del Donbass combattendo per l'Ucraina

Dalle montagne alle trincee ucraine, passando per la lotta contro l'Isis al fianco dei Peshmerga. La storia del quarantaduenne che ha dedicato la vita a "una causa per la quale valesse la pena rischiare"

28 Maggio 2026, 21:45

21:50

Chi era Alex Pineschi, l'ex alpino caduto nel cielo del Donbass combattendo per l'Ucraina

«Una causa per la quale valesse la pena rischiare». La vita di Alex Pineschi, 42 anni, originario di La Spezia, si è interrotta bruscamente nel Donbass, dove è stato ucciso mentre prestava servizio nelle forze speciali dell’intelligence ucraina. L’annuncio della scomparsa, diffuso dall’associazione di volontari Memorial, fa di lui l’undicesimo cittadino italiano il cui decesso è stato confermato dall’inizio della guerra tra Kiev e Mosca.

Secondo le prime ricostruzioni — circolate sui social network frequentati dai combattenti stranieri e in attesa di conferme ufficiali — Pineschi sarebbe caduto lo scorso 23 maggio insieme ai suoi commilitoni, mentre operava in un’unità di controllo dei droni in direzione di Liman.

Una fine tragica per un uomo che aveva la divisa “cucita addosso” fin da giovane, quando la passione per la montagna lo spinse ad arruolarsi volontario negli Alpini: «La guerra mi ha dato la possibilità di imparare e di capire chi io fossi», aveva dichiarato.

Tra il 2014 e il 2019 combatté in Medio Oriente contro l’Isis a fianco dei Peshmerga curdi, per poi rientrare in Italia. Le attività all’estero gli valsero un’indagine con l’ipotesi di mercenariato, poi archiviata su richiesta della Procura, che ne riconobbe l’inquadramento come «volontario».

In patria era diventato un volto noto nell’ambiente della difesa e non solo: aveva fondato a Torre de’ Negri (Pavia) il centro di addestramento “Ap Tac”, specializzato in tattiche con armi da fuoco, e raccontato le proprie esperienze in tre volumi, in video su YouTube e in televisione, ospite nel 2017 del programma Rai “Nemo”. Per un periodo lavorò anche come freelance nella sicurezza privata.

Il coinvolgimento nel teatro ucraino maturò nell’agosto 2024, ma qualche tempo prima in un video pubblico, ammetteva: «Non sento quella guerra come mia». Qualcosa, evidentemente, è poi mutato, spingendolo a firmare un contratto con le forze armate di Kiev e a raggiungere la linea del fronte.

Con la morte di Pineschi, che lascia il padre, si allunga la lista degli italiani caduti in Ucraina dal 2022 a oggi, su fronti anche opposti: da Edy Ongaro a Benjamin Giorgio Galli, fino ai decessi più recenti di quest’anno, come Antonio Omar Dridi, Manuel Mameli, Thomas D’Alba e Artiom Naliato.