Cronaca
Vittoria, dissequestrati beni per 5 milioni di euro a Giovanni Donzelli
"Non c'è prova, agli atti, che quanto confiscato sia il frutto dell'attività criminosa"
La Corte di appello di Catania ha revocato la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Vittoria a Giovanni Donzelli, 77 anni, vittoriese e la misura di prevenzione patrimoniale della confisca di beni per 5 milioni di euro misure adottate nel febbraio del 2022, disponendo la restituzione dei beni all'avente diritto.
Accolte in toto le richieste dell'avvocato difensore Santino Garufi.
Seconda Sezione Penale della Corte (presidente e relatore Loredana Pezzino, a latere Claudia Ferlito e Giuseppe Tripli) non c’è prova agli atti che i beni confiscati a Giovanni Donzelli costituiscano il frutto di attività criminosa posta in essere dallo stesso nel periodo 1980-1994.
La Corte ha rilevato che Giovanni Donzelli è stato assolto dal reato di associazione mafiosa dal Tribunale di Ragusa il 9 maggio 2025 nell'ambito dell'operazione Plastic Free e giudicato colpevole del reato di traffico illecito di rifiuti insieme ad altri imputati con condanna a 2 anni di reclusione (impugnata dalla difesa) mentre il decreto adottato in primo grado fondava la ritenuta pericolosità sociale per gli anni successivi al 1994 sul citato procedimento per 416 bis, reato caduto in Tribunale di Ragusa e non appellato dal Pm presso il Tribunale di Ragusa né dal Procuratore Generale della Corte d’Appello.
La Corte ha ritenuto insussistente anche la pericolosità generica.
Quattro anni fa, dopo il sequestro dei beni che risale al 24 ottobre 2019, su richiesta congiunta del Procuratore della Repubblica di Catania ed il direttore della D.I.A., era stata la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale ad emettere il decreto di confisca del patrimonio dell’imprenditore attivo nel settore del recupero e della trasformazione di materie plastiche nella provincia di Ragusa.
I giudici avevano ritenuto sussistenti sia la pericolosità sociale qualificata dell’imprenditore (ritenuto contiguo all’associazione mafiosa “Stidda” operante nel territorio vittoriese sin dagli anni ’90), sia la sproporzione tra i redditi denunciati al fisco e i beni accumulati.
La confisca a carico dell’imprenditore aveva interessato un patrimonio stimato in oltre 5.000.000 di euro tra cui figuravano tre aziende operanti nel settore della raccolta e riciclaggio della plastica, immobili, terreni agricoli ed autovetture.
Adesso le accuse sono cadute ed i beni sono stati restituiti a Giovanni Donzelli.