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La storia

L’odore dei libri, maison crea una fragranza che sa di Palermo: il testimonial è l'inventore della biblioteca all'aperto

Pietro Tramonte partì nel 2013 con poco più di tremila libri; oggi ne custodisce circa ottantamila. E i suoi scaffali sono occasione di incontro per cultori, studenti, curiosi

30 Maggio 2026, 06:30

L’odore dei libri, maison crea una fragranza che sa di Palermo: il testimonial è l'inventore della biblioteca all'aperto

Pietro Tramonte

Non è frequente che una fragranza nasca da una biblioteca. Eppure è accaduto a Palermo, dove una maison internazionale ha deciso di dedicare un profumo all’odore dei libri antichi scegliendo come testimonial Pietro Tramonte, il custode della biblioteca all’aperto di via Monte Santa Rosalia. Una storia così singolare da attirare l’attenzione di media internazionali come “Forbes”, che l’ha inserita tra le esperienze da scoprire in città.

«Quando apro la biblioteca al mattino sento un profumo bellissimo. I libri sono rimasti chiusi tutta la notte, escono fuori odori particolari: il cuoio antico, la carta, il tempo». È da questa immagine che prende forma una vicenda che va ben oltre la curiosità di una fragranza ispirata ai libri. Prima di andare in pensione, Tramonte faceva il correttore di bozze. «Mi pagavano per leggere», racconta. Quando concluse la sua attività lavorativa capì subito che non era fatto per l’inattività. Così il 14 febbraio 2013, nel giorno di San Valentino, inaugurò la biblioteca che sarebbe diventata la sua seconda vita. Partì con poco più di tremila libri; oggi ne custodisce circa ottantamila. La raccolta è cresciuta grazie alle donazioni dei cittadini. «Magari muore un nonno e i parenti non vogliono buttare via i suoi libri. Li portano qui». Tra gli scaffali all’aperto trovano posto opere del Settecento, dell’Ottocento e del Novecento accanto a romanzi e saggi contemporanei.

Ma ciò che rende speciale questo luogo non è la quantità dei volumi. È l’idea che lo sostiene. «Chi scrive un libro desidera essere letto. Mettere i libri in strada significa favorire questo incontro». Per Tramonte la cultura non deve attendere che qualcuno la cerchi. Deve farsi trovare.

Nel tempo quella che potrebbe sembrare una semplice bancarella è diventata una piccola agorà urbana frequentata da lettori, studenti, turisti e curiosi. Qui si incontrano generazioni diverse e si scambiano storie. E mentre si continua a ripetere che si legge sempre meno, la sua esperienza racconta altro: «Ho visto crescere intere generazioni di lettori. I ragazzi che venivano qui tredici anni fa oggi tornano con i loro figli».

Forse è proprio questo il segreto della fragranza che porta il profumo dei libri antichi. Non soltanto la carta o il cuoio, ma qualcosa di più difficile da racchiudere in un flacone. Da quando ha iniziato questa avventura, racconta, la sua vita è cambiata persino sul piano fisico: «Mi si è normalizzata la pressione, ho smesso di prendere medicinali». Perché il vero profumo della biblioteca non è quello che si sprigiona dalle pagine. È quello delle persone che si incontrano, dei libri che continuano a vivere e delle storie che continuano a essere raccontate. Una cura discreta per il corpo e per l’anima.