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il caso

Catania, allagamenti e rischio sanitario a Vaccarizzo residenti mettono in mora Regione e Asp

L'emergenza è stata denunciata da mesi, ma sempre ignorata

30 Maggio 2026, 06:20

Catania, allagamenti e rischio sanitario a Vaccarizzo residenti mettono in mora Regione e Asp

Arriva da Vaccarizzo la mossa destinata a creare un precedente, partita da un gruppo di cittadini e segno tangibile di un profondo disagio di fronte all’inerzia delle istituzioni, nonostante una serie di alert lanciati negli ultimi mesi (anche su queste pagine) e “a fronte di un accertato pericolo per l’incolumità e la salute pubblica”: parliamo della messa in mora e diffida a intervenire datata 20 maggio con il termine di 15 giorni, nei confronti di Protezione Civile, assessorato alla Salute regionale e Asp provinciale.

È l’avvocato Davide Mereu del Foro di Cagliari ad aver cristallizzato la situazione e con richieste chiare: “pulizia e manutenzione dei canali di scolo lungo la Sp 212, il prosciugamento dei terreni che costeggiano la strada e allagati ormai da mesi, l’adozione di misure atte a prevenire ulteriori ristagni idrici, la bonifica ambientale con disinfestazione e derattizzazione delle aree interessate, tra l’altro vicine ad una scuola oltre al monitoraggio delle condizioni igienico-sanitarie dell’area”.

L’atto non esclude la richiesta di risarcimenti patrimoniali e non, per danni biologici ed esistenziali patiti oltre che per responsabilità da “comportamenti omissivi per violazione degli obblighi di intervento e vigilanza imposti dalla norma”. Di più: in assenza di riscontri si anticipano già ricorsi al Tar, all’autorità giudiziaria e alla procura.

Considerata la “Babele” di competenze in uno dei territori più ai margini della città e che ricade al confine tra Catania e Lentini, i destinatari dell’atto di messa in mora e diffida sono stati così individuati: “la Protezione Civile regionale, a cui competono le attività di previsione, prevenzione e gestione delle emergenze incluse quelle derivanti da rischi igienico-sanitari e ambientali, nonché il coordinamento degli interventi strutturali e non necessari a mitigare i rischi e ripristinare le condizioni di sicurezza per la popolazione; l’assessorato regionale alla Salute, a cui competono le funzioni di vigilanza e intervento in materia igienico-sanitaria, con poteri di ordinanza in caso di emergenze che interessino più ambiti comunali, nonché il coordinamento delle Asp territoriali; l’Asp di Catania, titolare di autonomi poteri di vigilanza e controllo in materia igienico-sanitaria, con la facoltà di adottare provvedimenti cautelari e interinali per rimuovere situazioni di pericolo immediato”.

Nell’atto si allega, inoltre, la segnalazione e richiesta di intervento inviata lo scorso 15 maggio da Francesco Valenti, presidente della Sesta Municipalità alla Città Metropolitana e alla Protezione civile del Comune di Catania. Valenti, da noi contattato, ha commentato: «Bene hanno fatto i cittadini a procedere. Noi come Consiglio abbiamo coinvolto a più riprese i Comitati e i residenti per raccogliere le loro segnalazioni sulle criticità». «Le nostre segnalazioni - ha proseguito - hanno avuto un seguito: con il consigliere delegato di Città metropolitana Alessandro Campisi e l’assessore del Comune Daniele Bottino (Protezione Civile) si sono fatti sopralluoghi mirati e si è cap

ito come la competenza per i continui allagamenti sia in realtà del Comune di Lentini, a causa di problemi all’acquedotto».