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Alla Plaia di Catania è durato meno di 24 ore il divieto di balneazione alla foce del Forcile

Il dietrofront dopo il responso delle analisi dell’Asp: «Valori enterococchi nella norma»

29 Maggio 2026, 19:55

20:00

Alla Plaia di Catania è durato meno di 24 ore il divieto di balneazione alla foce del Forcile

Temporaneo doveva essere e temporaneo è stato: è durata solo qualche ora la posa dei cartelli a indicare il divieto di balneazione alla foce del torrente Forcile alla Plaia. I segnali erano stati installati alle 9 di mattina dalla Direzione Manutenzioni ed è stato verso le 13.20 che alla nostra redazione era pervenuta la comunicazione informale in merito alla revoca del divieto per valori "rientrati", con i cartelli rimossi circa un'ora dopo.

L'ordinanza firmata dal sindaco Enrico Trantino, poi pubblicata nella sezione Atti Amministrativi del sito internet del Comune, del resto è chiara: "l'Asp ha comunicato che le analisi effettuate sul campione prelevato in data 28 maggio presso la foce del torrente Forcile presenta valori di Enterococchi intestinali rientrati nei limiti consentiti dalla normativa vigente, di conseguenza vi sono i presupposti per revocare integralmente l'ordinanza del 28 maggio (che istituiva il divieto temporaneo alla balneazione nei 12 metri della foce, ndc) e ripristinare le condizioni di balneabilità per il tratto di mare interessato".

Alle 19, tuttavia, il Portale delle Acque del ministero della Salute non riportava ancora i dati aggiornati rispetto alle analisi dei prelievi effettuati il 25 maggio (e nel caso del Forcile ripetute nei giorni seguenti), ma solo quelli dei prelievi risalenti a fine aprile. Resta dunque il mistero su "quanto" si sia effettivamente superato il limite per la balneabilità al Forcile. Limite che, ricordiamo, è fissato a 200 Ufc (unità formanti colonia)/100 ml per gli Enterococchi intestinali e 500 Ufc/100 ml per Escherichia coli.

Non è certamente sfuggita la reazione dei lettori al nostro articolo sul divieto di balneazione, se pur temporaneo, ad indicare una grande attenzione al tema con la richiesta pervenuta da più parti agli enti competenti di intervenire a monte del problema, innanzi tutto con il completamento della rete fognaria cittadina (che ancora dopo decenni conta solo il 20% delle utenze allacciate) ma soprattutto con controlli più stringenti rispetto agli scarichi non autorizzati e comunque non monitorati nei corsi d'acqua.

Perché alla Plaia, osservata speciale in quanto (già) gettonatissima e per cui in consiglio comunale si continua a richiedere pure una soluzione per evitare i parcheggi ai lati della strada che riducono la carreggiata oltre al potenziamento della linea D di Amts, ultimo in ordine di tempo è stato Pier Maria Capuana (FI) nella seduta di giovedì, non c'è solo il Forcile: a sfociare in mare ci sono infatti anche il fiume Acquicella, che lambisce il porto, e il canale Arci (per cui ancora a ieri non era stata emanata l'attesa ordinanza sindacale per la posa della soglia di tracimazione da realizzare lungo la statale 114, l'anno scorso pubblicata già il 30 aprile). Ma proseguendo verso l'Oasi del Simeto non va dimenticato il canale Buttaceto, che sfocia all'altezza del Villaggio Primosole Beach e che, tra le altre cose, lungo il suo corso riceve pure le acque depurate provenienti dall'impianto di Pantano d'Arci.

A questo proposito sta per essere calendarizzata l'interrogazione del consigliere Matteo Bonaccorso (Pd) in merito al "mancato completamento della condotta del riuso", l'inquinamento del torrente Buttaceto e del mare della Plaia e il mancato riutilizzo delle acque depurate dal depuratore della zona industriale.