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il caso

Spiaggia negata allo Sbarcadero, la Procura apre un’indagine

Fascicolo aperto a Siracusa dopo l’esposto sulla presunta occupazione della battigia e sui controlli mancati. Nel mirino la condotta del concessionario e le omissioni istituzionali

29 Maggio 2026, 23:49

23:50

Spiaggia negata allo Sbarcadero, la Procura apre un’indagine

La Procura aretusea ha aperto un'indagine sulla scorta dell'esposto relativo alla spiaggia negata allo sbarcadero Santa Lucia. Al centro dell'esposto, la condotta del concessionario privato e la presunta omissione da parte degli organi istituzionali a controllare a tutela del demanio marittimo e del diritto di libero accesso alla battigia.

«Per più di dieci anni - ha spiegato Giorgio Nanì La Terra, che ha proposto la denuncia - l'accesso alla spiaggia è stato impedito alla cittadinanza. Una recinzione e un cancello costantemente sbarrato hanno precluso la fruizione del mare e persino il transito sulla battigia, area indisponibile per legge che deve sempre rimanere sgombra e accessibile per ragioni di sicurezza».

Come emerge dalla recente sentenza della terza sezione del Tar di Catania, «il privato ha fatto scudo del silenzio e dei provvedimenti contraddittori delle stesse autorità per bloccare i tardivi ordini di rimozione delle barriere – aggiunge La Terra - Il Tar ha infatti accolto il ricorso del concessionario e annullato i provvedimenti ingiuntivi di ripristino emessi dall'assessorato regionale (Arta) e dalla Capitaneria di porto. Dopo la sentenza, La Terra ha scritto una lettera indirizzata alle massime autorità territoriali, ottenendo l'apertura di un fascicolo a carico d'ignoti. Il concessionario ha apertamente di fatto dichiarato che mai ha ricevuto alcun provvedimento in tal senso».

Per l'ambientalista siracusano «c'è anche un altro aspetto che merita attenzione, ovvero un'altra Ordinanza della Capitaneria che interdice ai cittadini la piattaforma tuffi perché a rischio dell'incolumità pubblica e privata del cittadino; però tale interdizione è solo per i cittadini, non per chi invece sopra gli ha colato cemento e ferro e fatto cabine. E sempre il Tar bacchetta che quell’area non fa parte della concessione. L'avvio delle indagini da parte della Procura giunge sulla scia di un anno di mobilitazione straordinaria e ininterrotta. La battaglia legale e sociale, tuttavia, è solo all'inizio. Con rinnovata e incrollabile fiducia nell'operato della magistratura, la cittadinanza attende ora che la giustizia penale faccia piena luce sulle responsabilità e sulle omissioni».

La Procura aretusea, in definitiva, accende i riflettori su un'omissione decennale a tutela del demanio marittimo. Dopo la beffa del Tar, che ha annullato gli ordini di ripristino, la cittadinanza ripone ora l'unica incrollabile fiducia nell'operato della magistratura penale. Si attende che la giustizia penale faccia piena luce su responsabilità e silenzi istituzionali.