Agricoltura
I produttori insorgono: «Tra reti colabrodo e fisco siamo ormai al collasso»
Da Palagonia a Ramacca e Scordia: agrumicoltori del Calatino in ginocchio dopo il ciclone Harry, tra reti di bonifica colabrodo, Imu insostenibile e lo spettro dell'Agenzia delle Entrate sulle indennità di disoccupazione agricola
Agricoltura nel Calatino, in riferimento al comparto agrumicolo, alla crisi post ciclone Harry, all’imminente avvio della stagione irrigua dei Consorzi di bonifica e, sul fronte economico-contributivo, all’Imu agricola e lo spettro dell'Agenzia delle entrate che incombe sulla disoccupazione agricola. Insorgono i produttori.
Palagonia. Indice puntato contro le reti colabrodo dei Consorzi di bonifica, l’inflessibilità del fisco nonostante la calamità del ciclone Harry e l’Imu agricola, che non concede tregua, né sospensioni, ma collassa i flussi finanziari rasentando il paradosso. Comparto stretto da una morsa insostenibile. È l’sos che giunge da Saretto Vitale, produttore agrumicolo di Palagonia. «Le promesse e le solidarietà - dice Vitale - evaporano al sole. Niente ristori. Alla natura che cambia passo, si frappone la burocrazia, spesso punitiva. A complicare il tutto ci sono le reti colabrodo dei Consorzi, che disperdono acqua prima che ristori le radici degli agrumeti. Il fisco è cieco al cospetto della calamità - conclude - con Imu agricola senza sospensioni, a cui vanno aggiunti i ritardi nella liquidazione delle disoccupazioni agricole, che stanno privando migliaia di famiglie del sostentamento economico».
Ramacca. Anche a Ramacca gli imprenditori agricoli sono in linea con i venti di crisi che soffiano dalla vicina Palagonia. Nino Privitera, imprenditore agricolo ramacchese. «A causa del ciclone Harry - spiega - la campagna agrumicola si è accorciata di qualche mese. Quanti dovevano completare i 150 giorni lavorativi non hanno maturato i diritti all’indennità e, quindi, subiranno un altro danno, che si aggiunge ai precedenti due anni di siccità. Il comparto è in crisi e la Regione dovrebbe sottoporre la questione al governo centrale. A soffrire maggiormente sono le piccole e medie imprese».
Scordia. Da Scordia giungono sentori di probabili aiuti al comparto. Rocco Leonardi, imprenditore di Scordia: «Apprendiamo che a breve ci saranno 45 giorni di tempo per ottenere ristori economici sulla produzione lorda per i danni del ciclone Harry. Sulle infrastrutture irrigue sono stati investiti 200 milioni di opere, ma le perdite persistono e vanno segnalate. La fiscalità pesa a danno dei contribuenti, ed è un tema che la Regione deve affrontare col governo nazionale».