Giarre
Torrente Macchia, ancora fiamme: paura e rabbia a Santa Maria la Strada
Residenti infuriati per l'aria irrespirabile: esposto di Wwf e Articolo 1 al sindaco
Non si ferma la scia di fuoco che sta devastando il letto del torrente Macchia, il corso d'acqua che si snoda per oltre tre chilometri costeggiando l'abitato di Giarre. Nel cuore della notte, i vigili del fuoco del distaccamento di Riposto, sono dovuti intervenire per l'ennesima volta per domare un incendio divampato in corrispondenza del sottoponte di Santa Maria la Strada. L’ennesimo rogo appiccato da ignoti a una catasta di materiali ingombranti, sprigionando colonne di fumo nero visibili da lunga distanza.
L'aria, resa rapidamente irrespirabile dalle sostanze tossiche liberate dalla combustione, ha scatenato la legittima indignazione e la protesta dei residenti della zona, una vasta area urbana ad alta densità abitativa e nella quale ricade anche la sede del mercato ortofrutticolo comunale e dei tanti proprietari terrieri che, già in passato, a fronte di ripetuti episodi di questo tipo, hanno vanamente segnalato al Comune tali pericoli. L’amministrazione comunale, nel tentativo di contrastare incendi e abbandoni indiscriminati di ingombranti, anche nocivi, tra cui pneumatici e carcasse di elettrodomestici, guaine e materiali altamente infiammabili, ha collocato delle sbarre mobili per controllare gli accessi in corrispondenza del sottoponte e in diversi punti del letto del torrente in secca. Misure che, tuttavia, alla luce dei ripetuti roghi notturni e per la costante presenza di materiali ingombranti, non sembrano avere sortito gli effetti desiderati e che forse richiedono anche l’attivazione di telecamere.
Quello dell’altra notte è il secondo episodio incendiario verificatosi nelle ultime settimane a Santa Maria la Strada. L’allarme rifiuti nocivi abbandonati in diversi tratti del letto del torrente Macchia, ed in particolare a ridosso del sottoponte di via Ruggero Primo, recentemente è stato sollevato anche da Wwf e l’associazione Articolo 1 che, in un esposto congiunto trasmesso al sindaco Leo Cantarella, all’assessorato regionale Territorio e ambiente, Arpa, Demanio idrico, ha segnalato una situazione di grave e diffuso degrado ambientale e che secondo le due associazioni rappresenta un concreto rischio per la salute pubblica, un fattore di compromissione del regolare deflusso delle acque e un grave danno al decoro e all'ecosistema fluviale.