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Il nuovo porto

Tremestieri, approvato il piano per stoppare l'insabbiamento

Il progetto prevede una scogliera integrata con soglia sommersa da 2,1 milioni per ridurre i sedimenti fino al 40% e migliorare la navigabilità in vista del nuovo porto

30 Maggio 2026, 20:26

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Tremestieri, approvato il piano per stoppare l'insabbiamento

L'obiettivo dell'Autorità di sistema portuale è risolvere una delle principali criticità che da anni interessano l'approdo di Tremestieri. Il fenomeno dell'accumulo di sabbia rappresenta una delle maggiori problematiche per la piena operatività dello scalo di Messina Sud, rendendo necessari frequenti interventi di dragaggio e incidendo sulla funzionalità del porto.

Il presidente dell'Authority, Francesco Rizzo, ha approvato il documento di fattibilità delle alternative progettuali per l'intervento finalizzato alla mitigazione dell'insabbiamento. L'elaborato, redatto dalla società Sopron Engineering, analizza le cause del fenomeno attraverso lo studio dei dati storici relativi ai dragaggi effettuati negli anni e mediante avanzate modellazioni idrodinamiche. Nei piani dell'Autorità di sistema vi è la necessità di individuare una soluzione strutturale in grado di ridurre significativamente l'apporto di sedimenti e migliorare le condizioni di navigabilità dell'approdo.

Nel documento sono state prese in esame tre diverse ipotesi. La prima prevede il proseguimento della gestione emergenziale del problema, con costi stimati in circa 300mila euro all'anno per le operazioni di dragaggio, che spesso risultano rallentate da lungaggini burocratiche, impedendo una risposta tempestiva e imponendo, in alcuni casi, la chiusura temporanea dell'approdo, con il conseguente trasferimento di tutto il traffico verso la rada San Francesco e il porto storico.

La seconda soluzione contempla la realizzazione di una scogliera di protezione della testata del molo. La terza opzione, indicata come la soluzione più probabile ed efficace, integra la scogliera con una soglia idrodinamica sommersa, posizionata a una profondità di cinque metri sotto il livello del mare. L'intervento consentirebbe una riduzione del trasporto solido compresa tra il 30 e il 40 per cento e un miglioramento dei parametri idrodinamici stimato tra il 70 e il 90%. L'investimento previsto ammonta a circa 2 milioni e 100mila euro, ai quali si aggiungeranno le somme a disposizione della stazione appaltante necessarie per le successive fasi di progettazione e realizzazione. L'intervento punta non solo a limitare il fenomeno dell'insabbiamento, ma anche a inserire le nuove opere all'interno di un sistema programmato di gestione dei sedimenti, con l'obiettivo di garantire nel tempo una maggiore efficienza e sostenibilità dell'approdo di Tremestieri.

Si tratta di una prospettiva strategica in attesa del completamento del nuovo porto, per il quale sono già state avviate le opere a mare finalizzate alla realizzazione della grande diga foranea. Prosegue l'appalto da 90 milioni di euro assegnato all'impresa Bruno Costruzioni, anche se i ritardi nel completamento appaiono evidenti. La costruzione del braccio di protezione rappresenta uno degli interventi più complessi e costituirà una svolta per un'infrastruttura attesa da anni e indicata come la soluzione definitiva per liberare il centro cittadino dal traffico dei tir.