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30 maggio 2026 - Aggiornato alle 22:06
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L'inchiesta

“Sistema guasto”: la Dda di Caltanissetta chiede lo stop a Impianti Srr

Per la presunta gestione illecita di rifiuti a Timpazzo i magistrati chiedono misure cautelari, sequestro e commissariamento della società dei Comuni

30 Maggio 2026, 19:25

19:30

Srr Caltanissetta sud: la “giornata bollente” dei rifiuti tra i costi e la matassa del servizio

L'ingresso della discarica di Timpazzo

Nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta sul presunto traffico illecito di rifiuti nella discarica Timpazzo a Gela, i magistrati hanno chiesto il sequestro preventivo della società Impianti Srr e la nomina di un amministratore giudiziario. La società in house gestisce la discarica e il servizio rifiuti per tutti i comuni dell’area sud della provincia nissena e per Piazza Armerina, in provincia di Enna. È controllata al 100 per cento dalla Srr4, e quindi dai Comuni che ne fanno parte. La decisione spetterà ora al gip nisseno, che dovrà valutare la richiesta dopo aver ascoltato, a partire da lunedì, gli indagati.

Tra questi figura il manager di Impianti Srr, l’ingegnere Giovanna Picone, destinataria di una richiesta di misura cautelare e convocata, insieme ai suoi più stretti collaboratori destinatari della stessa richiesta. Sono per l’architetto Giuseppe Bellavia, l’ingegnere Salvatore Parlatore, i responsabili d’area, Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza. Coinvolti pure più di 40 operai, esecutori materiali degli illeciti contestati. L’indagine, condotta anche con videocamere piazzate dentro la discarica, è particolarmente complessa e ha impegnato per due anni i carabinieri del reparto territoriale e del Noe. Secondo la Dda, quanto emerso finora, compreso il presunto traffico illecito di rifiuti, coinvolgerebbe non solo i singoli indagati ma l’intera struttura societaria che gestisce la discarica. Per questo i pm hanno chiesto, oltre alle misure personali, il sequestro preventivo di Impianti Srr, delle quote societarie e la nomina di un commissario giudiziale.

Qualora il gip dovesse accogliere la richiesta, l’assetto societario attuale verrebbe completamente modificato. Una vicenda che sta creando paure tra i 300 lavoratori del ciclo dei rifiuti, anche quelli non coinvolti nell’indagine. Ma ha anche suscitato polemiche politiche con le forze di centrosinistra e civiche che hanno attaccato il presidente della Regione Renato Schifani perché il suo modello sulla gestione dei rifiuti non funziona anche in termini di controlli e di trasparenza mentre i partiti del centrodestra ribattono che il guasto nel sistema rifiuti lo hanno causato i governi di centrosinistra. L’ing. Picone, che si è autosospesa dall’incarico di consulente a titolo gratuito del presidente Schifani, ritiene di poter chiarire lunedì la vicenda fornendo ai magistrati i riscontri a sua discolpa.